Libia, manifestanti bruciano la bandiera italiana

Manifestanti libici bruciano la bandiera italiana

I media italiani non ne danno notizia, ma nell’ultimo periodo un clima di insofferenza si avverte all’Est della Libia nei confronti dell’esercito italiano presente sul territorio. La tensione è sfociata stamattina quando dei manifestanti libici, radunatisi nella cittadina di Cirene, nell’Est del paese, hanno richiesto l’uscita dell’Italia dalle acque e dai suoli libici, bruciando la bandiera italiana.

Relitti dei carri armati italiani utilizzati per l’occupazione della Libia durante il periodo fascista

La manifestazione di protesta è avvenuta proprio dinanzi i relitti dei carri armati italiani che distrussero la Libia durante il periodo coloniale fascista.

La notizia è stata data dall’organo di informazione libico “AJEL.Ardalsharif.news”. Non conoscendo l’arabo, ho voluto avere maggiori informazioni sui motivi del gesto di protesta, da Sanad, un mio amico di Bengasi.

Nel conflitto tra Libia dell’ovest (Tripolitania) e Libia dell’est (antica Cirenaica) , pare che l’esercito italiano si sia schierato con i primi. Le accuse mosse dal Generale anti-islamista Khalifa Haftar, leader carismatico e Capo di Stato Maggiore dal governo cirenaico di Tobruk riguardano l’invio di 250 uomini tra soldati e personale medico per gestire l’ospedale di Misurata (città costiera del nord-ovest), mentre nessun sostegno a Bengasi, nonostante la sua decisa e vittoriosa lotta contro l’Isis.

Difatti Bengasi ormai è stata liberata dalle milizie jihadiste e lo scorso dicembre l’Isis ha dovuto abbandonare Sirte, ultima roccaforte occupata in territorio libico. Nonostante siano state Misurata e Tripoli, con l’aiuto dell’intervento americano, a riconquistare Sirte, il generale Haftar sostiene che questa sia stata un’operazione di facciata e che le stesse abbiano sempre sostenuto il Califfato, tanto che alcune brigate ne condividono il credo religioso.

Generale Khalifa Haftar

Inoltre altre accuse mosse da molti cittadini di Bengasi sono quelle riguardanti accordi sottobanco tra l’Italia e Tripoli per comprare a minor prezzo il petrolio dei terminal dell’est, a causa del corrotto Ibrahim Jadran, leader federalista, capo-milizia e “guardiano” dei pozzi petroliferi della Cirenaica (notizia, questa, ancora da verificare).

Dunque “l’Italia si è schierata dalla parte sbagliata, quella dei nostri nemici” , dicono Haftar e i suoi sostenitori.

di Fulvio Mele

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"