Libertà di espressione

Arrivare in un Istituto comprensivo della provincia di Terni e trovare la scritta “Libertà di espressione”, nell’atrio della Scuola mi ha colpito. Non pensavo e non credevo che studenti di prima, seconda e terza media arrivassero a tanto. Soprattutto quando si parla di una piccolissima realtà, quella del Comune di Baschi (TR), a pochi passi dalla bellissima e storica città di Orvieto. Nove classi di scuola media, scuola elementare e materna nella stessa area, completamente immersa nel verde, tra vigneti e oliveti, spazio giochi per la scuola materna. In una unica struttura la mensa per tutti, cucina sul posto ( niente ditte appaltatrici che fanno arrivare il mangiare confezionato e freddo ). Laboratorio di musica, attività teatrale e sala informatica e per finire Giornalino scolastico.

Così è stato accolto il sottoscritto e Augusto Di Meo, testimone di giustizia dell’omicidio di Don Peppe Diana. Ad attendere il nostro arrivo vi era il Comandante della Stazione Carabinieri di Baschi, Luogotenente CIRICA Massimiliano, l’Ispettore NAPOLI del locale Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato, Don Gaetano Parroco di Baschi, la Responsabile del plesso Professoressa SABATINI Federica e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Baschi.

Quello che ci ha colpito è stato il vedere questi giovanissimi studenti impegnati con molta attenzione a seguire le parole pronunciate da Augusto Di Meo, che agli stessi ha raccontato la sua storia, come è nata e come lui con la sua famiglia l’hanno portata avanti. Augusto ha spiegato la differenza tra essere “Testimone di Giustizia” e “Collaboratore di Giustizia” e che destinazione hanno avuto e hanno i beni confiscati alla camorra. Alla fine questi giovani ascoltatori hanno capito e con le loro domande sono andati sul pesante, in un senso metaforico. Erano quesiti di ragazzi che hanno studiato il caso Don Peppe Diana, giovani a cui le loro insegnanti hanno spiegato che cosa significare vivere nella Terra dei Fuochi, quali problematiche si possono trovare in un territorio così difficile e complesso. Durante questo incontro ha preso la parola anche il Luogotenente CIRICA, il quale quando fu ucciso Don Peppe Diana prestava servizio al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Casal di Principe e che fu investito in pieno dalle indagini su questo fatto così eclatante.

Siamo rimasti stupefatti. Complimenti a tutto il corpo docente diretto e gestito dalla Preside Professoressa BELLINI Annarita.

Il corpo docente è stato omaggiato con una copia del mensile Informare Officina Volturno, spiegandogli le finalità del nostro raccontare.

di Antonino Calopresti

calopresti.antonino@libero.it