Lettera aperta ai Sindaci

downloadL’azzardo non è un gioco

Nel convegno tenuto a Napoli nella Sala dei Baroni il 27-11 (su iniziativa della Lega Autonomie Locali e Comune) è stato evidenziato che i due capoluoghi di Provincia Napoli e Caserta hanno formalmente aderito al Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco d’azzardo per contrastare questo fenomeno devastante con nuove riforme e regolamenti a livello nazionale e locale, ma anche con la creazione di reti territoriali con buone pratiche istituzionali.

Nelle nostre città la capillare diffusione di giochi leciti ha determinato, in diversi casi, una degenerazione patologica del gioco, con ricadute negative sull’economia (attraverso il riciclaggio da parted ella camorra), sulla collettività e sulle famiglie, con costi sociali notevoli che ricadono sulle comunità. La dipendenza diventa sempre più patologica (la ludopatia è una vera e propria malattia sociale e personale), che distrugge ed inquina la vita di tante persone e delle loro famiglie.

Anche a Caserta e in altre città assistiamo allo spettacolo deprimente di chiusure di librerie, di edicole, di attività artigianali e commerciali, mentre crescono come funghi sale giochi con slot mashines (oramai se ne contano a migliaia). In base ai dati di uno studio della Camera di Commercio di Milano sul gioco d’azzardo – riportati in una in chuiesta di Umberto Riccio su Il Mattino del 20-10-2014 – Terra di Lavoro si fregia di un altro primato negativo. Infatti, con una percentuale del 35,5% rispetto all’anno precedente risulta essere in Italia il territorio con il più alto tasso di incremento delle aziende del settore  con la diffusione di macchinette varie ed altri mezzi più o meno leciti.

Siamo oramai in presenza di un fenomeno che va assumendo dimensioni ed effetti sempre più devastanti – sia economici che psicologici – nei confronti delle fasce più deboli della società (in particolare donne, anziani, immigrati e giovani). In molti casi produce una vera e propria dipendenza (gambning patologico) da cui risulta difficile anche liberarsi, se non attraverso costose cure per “ludopatia” – come risulta dai dati in aumento di pazienti nei centri attrezzati delle ASL. Ancora più allarmanti sono i risultati di una recente inchiesta del CNR di Pisa in merito al fenomeno del “baby azzardo”, secondo cui sono ormai oltre un milione i giovanissimi che hanno provato giochi vietati, per molti dei quali sono diventati un’ossessione da cui è difficile liberarsi.

Per ribellarci a questa realtà come FTS Casertano – insieme con la Rete Mettiamoci in gioco – abbiamo avviato una campagna di informazione e di formazione. Un primo ambito di intervento riguarda il mondo della scuola dove è possibile aiutare e far capire ai ragazzi questo rischio della dipendenza psicologia ed economica va combattuto con una intelligente presa di coscienza. Su questo occorre mobilitare anche il mondo della politica e delle istituzioni, insieme con il terzo settore, con le forze sociali e produttive.

A tal fine abbiamo deciso di organizzare un evento a metà gennaio sul tema: “L’azzardo non è un gioco. Istituzioni, associazioni e persone in campo contro la ludopatia”,  con la partecipazione di autorevoli esponenti, come d. Armando Zappolini, gli assessori di Napoli Enrico Panini e di Caserta Nicoletta Barbato. In vista di questa manifestazione chiediamo ai Sindaci di Terra di Lavoro di rompere ogni indugio per proporre ai loro Consigli Comunali di deliberare l’adesione al manifesto dei sindaci per contrastare il dilagare del gioco d’azzardo, a favore di attività culturali e ricreative che possono essere diffuse con le diverse forme associative per il gioco pulito, che aiutano i giovani nella loro crescita.

Pasquale Iorio                                                                       Caserta, 27 novembre 2014

Portavoce FTS Casertano