“Legalità – Tutta un’altra Italia”

Informare presente anche nella provincia di Latina

L’appello finale di Giuseppe Mazzafra, facente parte della segreteria nazionale della CGIL, è stato da noi accolto preventivamente: «Un’appello anche ai giornalisti: continuate a raccontate quanto sta avvenendo nella provincia di Latina». La redazione di Informare era già presente, dal mattino presto, grazie all’invito personale ricevuto qualche giorno prima dal dott. De Matteis, questore di Latina e tra i relatori dell’incontro.
Da Castel Volturno e con le nostre forze, abbiamo portato la nostra presenza e la nostra voce all’incontro organizzato proprio dalla CGIL dal titolo “Legalità – Tutta un’altra Italia” tenutosi presso la Sala A della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza – sede di Latina.
Gli interventi sono stati tutti di primissimo piano, alla presenza di una sala strapiena di uomini delle forze dell’ordine e dei ragazzi del vicino Liceo “Ettore Majorana”. I relatori hanno più volte ricordato i magistrati Falcone e Borsellino, di cui, a breve, commemoreremo la scomparsa.

L’incontro è stato moderato ottimamente dal giornalista Tommaso Labate del Corriere della Sera.

L’intervento del dott. De Matteis, rivolto principalmente ai tanti ragazzi presenti, si è basato sulla necessità di fare a breve una scelta, infatti, il questore ha così dichiarato:
«È molto importante parlare a ragazzi che hanno meno di 18 anni e che stanno formando la loro identità culturale e che a breve sono chiamati a scegliere da che parte stare. A ragazzi che a breve si troveranno a scegliere tra tre differenti fasce di persone: alla prima fascia appartengono le persone perbene; alla seconda fascia appartengono i delinquenti e alla terza fascia appartengono coloro che rappresentano la contiguità tra gli appartenenti alla prima e alla seconda fascia». Ricordando Falcone e Borsellino, il questore ha ulteriormente dichiarato: «C’è un messaggio subliminale nella foto che ritrae Falcone e Borsellino pochi mesi prima dalle stragi e che conservo nel mio ufficio. I magistrati, gli uomini delle forze dell’ordine e tanti altri, sono persone normali che hanno scelto di fare da esempio di come deve essere la legalità».

Il dott. Marco Omizzolo, sociologo e conoscitore della realtà locale ha dichiarato:
«Con la Flai Cgil abbiamo fatto un lungo percorso di studio e di successive denunce, affiancati da quelle istituzioni che si sono dimostrate più sensibili, fino a scoprire un sistema organizzato, sedimentato e con presenze diverse, mafiose e non mafiose, che arrivano a gestire tratte internazionale e di reclutamento illecito, soprattutto indiani provenienti dal Punjab, costretti a vivere in condizione di grande sfruttamento, quasi di schiavitù»

Il dott. Franco Roberti, procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha così dichiarato:
«Prima di tutto è giusto ricordare, oltre a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, anche gli uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro – un applauso sincero e commosso ha riempito la sala per un lungo tempo – Dietro alle scorte ci sono vite, vite spezzate, dolore che non cessa. Fare memoria significa non solo ricordare, ma anche lottare per non dimenticare. Mi è piaciuto molto il binomio citato dal dott. Omizzolo: legalità e giustizia. Ma a me piace anche affermare: LEGALITÀ È GIUSTIZIA. Legalità è non far mancare mai alla Giustizia, quindi, all’amministrazione della Giustizia i mezzi necessari per affermare la Legalità. Legalità è non far mancar mai agli uomini delle forze dell’ordine i mezzi necessari per svolgere i loro compiti di sicurezza e prevenzione. Legalità è meritarsi la fiducia dei cittadini».

Giuseppe Mazzafra della CGIL ha più volte ribadito la necessità di abbattere le barriere e di non alzare muri con filo spinato affinché si combatta il caporalato, accogliendo chi ha veramente bisogno di aiuto. Condividendo appieno le parole affermate, cito le parole di Dacia Maraini, che ho avuto l’onore di intervistare circa un anno fa: chi costruisce muri nella speranza di tenere gli altri fuori, non si rende conto che, di fatto, sta chiudendo dentro sé stesso”.

a cura di Angelo Morlando
angelo.morlando@libero.it

Foto di Gabriele Arenare

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