Le violenze contro le donne …continuano !. Occorrono ulteriori provvedimenti legislativi !

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Il Presidente

Le violenze contro le donne …continuano !. Occorrono ulteriori provvedimenti legislativi !

25 novembre 2014 : 15° “Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne”.

 

Nel 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con voto unamine, ha istituito la “ Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne”, inderogabile condizione di ogni connivenza sociale, divenuta, ormai, deplorevole e generalizzato fenomeno che quasi giornalmente colpisce gran parte nel mondo, ma con cadenza quasi giornaliera soprattutto oggi novembre 2014 in Italia .

 

Nel trascorso 1° agosto 2014 è entrata in vigore la “Convenzione di Istanbul” promossa dal Consiglio d’Europa ( art.1), a protezione e salvaguardia della donna, ma l’opinione pubblica si domanda :  è sufficiente il recente provvedimento legislativo adottato dal Parlamento Italiano ?

 

Nel Rapporto Annuale Istat 2014 viene evidenziata che la violenza è contraddistinta in :

1.)    fisica,  sulla donna colpita con oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, stuprata, con tentativo di omicidio, insomma ogni possibile atto che presume colpire la persona;

2.)    sessuale mediante atti sessuali contro la loro volontà, degradanti ed umilianti azioni, che incidono anche sulla “visione” psichica della donna-oggetto ;

3.)    psicologica  che apporta notevole denigrazione, isolamento, comportamenti anomali per un essere umano .

 

“ Vergognoso chi rende schiavo un essere umano” ha ammonito Papa Francesco nella 48° Giornata Mondiale della Pace che si celebra il 1° gennaio 2015 .

 

Possono essere cause sociali/economiche a “spingere” la violenza nella sua involuzione celebrale, ma oggi questa violenza si scatena, si intensifica purtroppo ed avviene con una frequenza diabolica, anche, fra le mura domestiche nelle famiglie ed inoltre con orrore, anche contro i bambini, disabili, emarginati e persone indifese .

 

Si legge ancora nel Rapporto Annuale dell’Istat 2014 che “ in Italia il rischio di povertà nel 2012 è stato uno tra i più alti in Europa, dove il 19,4% degli individui ha un reddito disponibile inferiore alla soglia di povertà contro il 17% nell’Unione Europea a 28 Paesi” continua il Rapporto “ a significare che i trasferimenti sociali, in Italia, sono meno efficaci e considerati nel resto d’Europa”. Non parliamo del Sud dove l’incidenza del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è meno che nel resto del n/s Paese.

 

Nella rievocazione della “ Giornata” che avviene il 25 novembre di ogni anno, non del tutto ”svanita” l’abitudine di addossare alla donna la soluzione delle molteplici necessità connesse nella vita familiare, purtroppo che originano violenza domestica oggi sempre più ricorrente, devastante, sconcertante che apporta una grande sofferenza alla donna, descritta come “ la sofferenza non è un valore in se stessa, ma una realtà” ( Papa Francesco Udienza Generale 17 maggio 2014, Aula Palo VI° Vaticano).

 

Questa inaudita violenza potrebbe avvenire quando sono necessarie strutture sociali atte alla cura di congiunti malati, in stato vegetativo, in fase terminale, dovuta alla prevenzione cura ed inserimento sociale di malati psichicamente instabili in quelle famiglie dove si potevano evitare episodi crudeli nei quali figli hanno ucciso padri madri o viceversa, tragedie familiari recenti o passate, dove non ci possiamo esimere nel non ricordare quelle donne, madri, sorelle vittime indifese di violenze d’ogni genere, soprattutto di stupri ricorrenti, come sopra detto, che lasciano nella “vittima” profondi solchi, quasi irreparabili di natura spesso e soprattutto psichica .

 

La rievocazione di fatti in questi giorni ampiamente riportati dai mass media con la “scusa”, spesso pseudo giuridica, nel ritenere la incapacità dei protagonisti, queste sono considerazioni etiche sulle quali dovrebbe calare il “sipario” del pietoso silenzio, ma anche della protesta perché l’attenuante, cioè l’incapacità dell’intendere e del volere, come, spesso si vuole far apparire, credere in giudizio è un “sotterfugio giuridico”,  che non interrompe il reato aggravante per il fattaccio avvenuto.

 

Indubbiamente la dimensione del “fenomeno” è significativa e pare allargarsi in maniera tale che necessita, oggi 2014, di più consistenti ulteriori “interventi legislativi” aggiuntivi, per dare risposte alle necessità di congiunti costretti a logorare le loro resistenze psichiche e fisiche in una silenziosa sofferenza.

 

Sulla strada dell’unità europea e della sua democratizzazione dovrebbe aumentare i poteri del Parlamento e rendere più funzionali le strutture preposte alla politica interna ed estera, come una grande speranza di democrazia, giustizia, pace, secondo l’art. 13 del Trattato di Amsterdam della CE “combatte ogni forma di discriminazione”.

 

La Costituzione Europea è stata concepita per  allontanare le inquietudini e tradurre i dubbi e le attese dei cittadini, rafforzando la lotta contro l’esclusione sociale garantendo, soprattutto, la protezione della famiglia nel Titolo 4°artt.93-94-95, il rispetto della persona e della salute umana di tutti ed in qualsiasi situazione, salvaguardando la non discriminazione di cui al Titolo 3° art .II-81,Parte 3° art.III-118,Capo 5° Parte 3° art.III-278.

 

Nel motto dell’Unione Europea “Uniti nella diversità” di cui all’art.I-8, i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale, che viene rievocata in questa “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che resta, pur sempre, la piattaforma propositiva di democrazia e soprattutto che non disattenda mai quei valori conquistati di uguale opportunità, rispetto, promozione e di più garanzia futura.

 

Questo deve essere il significativo ricordo della 15° “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali e che devono essere rispettati : comunque !

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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