LE “TIGRI” DEL 9° STORMO VOLANO IN UNGHERIA PER PARTECIPARE AL CJPRC 2015

DOPO IL SUCCESSO DEL TIGER MEET IN TURCHIA DELLO SCORSO MAGGIO GLI ELICOTTERI DELLA BASE AEREA CASERTANA VOLANO ALLA VOLTA DEI CIELI UNGHERESI

Papa, 21/09/2015 – Il 21° Gruppo “Tigre” del 9° Stormo di Grazzanise (CE) dall’ 8 settembre è rischierato sull’aeroporto militare di Papa in Ungheria per partecipare al CJPRC (Combined Joint Personnel Recovery Course) che si concluderà il prossimo 25 settembre.
Una componente di circa 30 unità della base aerea casertana, suddivisi tra equipaggi e personale della manutenzione, sotto il Comando del Maggiore Pilota Ernesto ESPOSITO, si è rischierata in territorio ungherese con gli elicotteri HH212 per partecipare a questa importante attività addestrativa che quest’anno è giunta alla sua 9^ edizione e che per la prima volta è sotto la direzione dell’European Personnel Recovery Center (EPRC) con sede presso la base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico (FE).
L’intenso periodo addestrativo teorico-pratico che coinvolge oltre 400 militari provenienti da 13 Nazioni diverse (BEL, CAN, DEU, DNK, ESP, FRA, GBR, HUN, ITA, NLD, POL, SWE, USA) vede ancora una volta protagonisti gli equipaggi del cavallino rampante con i velivoli HH-212 che saranno impegnati in un contesto internazionale in attività di Personnel Recovery.
“Operare ed addestrarsi in ambito internazionale – ha affermato il Colonnello pilota Ivan MIGNOGNA, Comandante il 9° Stormo – favorisce un importante, continuo ed efficace scambio di informazioni, di tattiche ed esperienze professionali, nell’ambito di operazioni multinazionali congiunte; Sono sicuro – prosegue il Comandante – che i nostri ragazzi ancora una volta sapranno dimostrare tutto il loro valore portando in ambito internazionale prestigio all’Aeronautica Militare, al 9° Stormo ed al territorio in cui esso opera”.
Il Personnel Recovery comprende tutte le procedure volte a consentire il recupero non solo dei militari e civili impegnati in operazioni, ma anche di una più ampia gamma di operatori: diplomatici, giornalisti, volontari di NGO e personale che, a vario titolo, si potrebbe trovare in condizioni di isolamento in territorio ostile, o potenzialmente tale, al verificarsi di una crisi.