Le infiltrazioni ignorate dai politici

Sandro RuotoloNiente di nuovo sotto il sole, eppure proviamo lo stesso un senso di sconforto

di Sandro Ruotolo

Prendiamo i casi di Quarto e di Casavatore. Due mesi fa, a Quarto, c’è stato il coinvolgimento del consigliere comunale più votato del Movimento 5Stelle, Giovanni De Robbio, accusato di voto di scambio e tentata estorsione. A Casavatore invece è toccato ad un esponente del Pd, Salvatore Silvestri, in corsa come sindaco alle ultime amministrative indagato, insieme ad alcuni avversari politici, degli stessi reati. E, indovinate un po’ su quali argomenti si sono innestate le polemiche? Che c’è una bella differenza tra la vicenda di Quarto e quella di Casavatore. Di Battista parla di «Gomorra Pd» e Orfini accusa il M5S di aver saputo e di aver taciuto su Quarto fino a quando è stato possibile. Questo palleggio di responsabilità lascia basiti perché è il segno di una sottovalutazione, questa sì colpevole. Fino a quando non avremo tutti preso coscienza della gravità della situazione non usciremo dal cul de sac nel quale si è infilata la politica.

Ma intanto, aspettando l’esito delle indagini, tocca al prefetto di Napoli dire la sua su Quarto e Casavatore. Attiverà le commissioni d’accesso nei comuni finiti nelle inchieste della procura antimafia di Napoli? E, soprattutto, come influirà nella decisione del ministero dell’interno la scelta di salvare l’amministrazione capitolina investita dalla bufera di Mafia Capitale? Saranno commissariate Quarto e Casavatore? Non è più possibile avere incertezze. Un giorno scopriamo che non c’è più la camorra, che quello che sta succedendo a Napoli e’ questione di paranze di guaglioni simili alle gang americane essendosi destrutturata sotto i colpi della repressione e un altro giorno ci rendiamo conto che la camorra esiste e condiziona o tenta di condizionare la politica locale. I partiti, i movimenti, come selezionano i candidati? Basta avere la fedina penale pulita ed essere laureati con 110 e lode? Non basta. Bisognerebbe che frequentassero di più il territorio. La gente conosce chi vive sul suo territorio, sa distinguere tra il buono e il cattivo. Cos’è la legalità? Un investimento o un costo per lo Stato? Io penso che sia un investimento e quindi bisogna investire in sicurezza, in mezzi e in uomini.

Le cronache giudiziarie di questi ultimi anni ci dicono che non c’è appalto, grande o piccola opera,nelle quali non siano presenti le mafie e che non c’è più bisogno neanche della classica intimidazione. Nella complicata rete dei rapporti tra i politici e la macchina burocratica si infilano con facilità e trovano terreno fertile affaristi spesso legati a doppio filo ai mafiosi locali. E il quadro che ne esce è sempre uguale. Quello di una torbida commistione di interessi convergenti. E il punto di convergenza purtroppo è sempre lo stesso: il malaffare, utilità e vantaggi per pochi a discapito del bene comune. I camorristi trovano terreno fertile negli amministratori che sono già corrotti. Ecco, se vogliamo combattere le camorre dobbiamo innanzitutto combattere la corruzione.
fonte: Sandro Ruotolo-Corriere del Mezzogiorno

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.