”Le fabbriche di Carlo, le radici, le imprese, l’eredità”: la mostra in onore dei Borbone

Lunedì 12 dicembre alle 18, presso il convento di San Domenico Maggiore a Napoli, l’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele inaugura la mostra multimediale ”Le fabbriche di Carlo, le radici, le imprese, l’eredità”. La mostra sarà esposta fino al 19 marzo 2017. Saranno presenti Stefano Incerti, regista del filmato, Luigi Mascilli Migliorini e Fabrizio Mangoni, con una conversazione sul tema “assaggi di corte”.

L’evento organizzato dalla città di Napoli può essere inteso come una ricostruzione plurimediale dell’intraprendenza, delle iniziative ‘imprenditoriali’ ante litteram della corte di Carlo e della dinastia Borbone. E’ finanziato dalla regione Campania con i fondi stanziati per follow up Expo 2015: video live d’autore, firmato da Stefano Incerti e interpretato da Nando Paone, animazioni e testimonianze ricucite su grandi schermi presso il convento di San Domenico e Castel Nuovo, anche attraverso device personali. Un concept imperniato su tutte le opportunità di nuova concezione del digital telling, senza tuttavia smarrire il filo conduttore rigoroso dei saperi consolidati. In scena la consacrazione di Napoli a capitale europea: i palazzi regali, con le residenze di corte (da Portici alla Reggia di Caserta), le fabbriche del pensiero come l’Accademia di Belle Arti, il teatro San Carlo, i grandi cantieri delle antichità pompeiane e ercolanensi. Le tradizionali manifatture campane: dalle porcellane di Capodimonte, alla stamperia e alla fabbrica degli arazzi reali. Un percorso innovativo di coinvolgimento del pubblico, arricchito da un sito web [www.carlodiborbone.net], giochi interattivi, e-book, suggestioni ludiche per l’infanzia (come un gioco dell’oca ai tempi dei borbone, in concomitanza con la grande mostra storie di giocattoli. dal settecento a barbie nel medesimo convento), fino alle suggestioni sul tema specifico della eno-gastronomia: un focus mirato orienterà nella trama articolata dei costumi e delle ‘ricette’ dell’epoca, la tavola dei re, la ‘mensa’ delle colonie operaie, continuità e contaminazioni delle
tradizioni culinarie popolari prima della ‘rivoluzione’ murattiana. Un progetto articolato per restituire al pubblico la dimensione quotidiana, tangibile, l’attualità di una stagione che invita a indagare a fondo e rinnovare con coraggio il genius loci di una capitale dell’Europa moderna.

Alessia Giocondo

alessia.giocondo@gmail.com