“L’astrattismo totale” del gruppo di artisti Lanzione, Cotroneo, Salzano

Mario Lanzione 2013 - spazio, materia, luce - tecnica mista su tavola 100x100
Mario Lanzione 2013 – spazio, materia, luce – tecnica mista su tavola 100×100
Giuseppe Cotroneo
Antonio Salzano

 

 

 

 

 

 

 

2011 - cotroneo - lanzione - salzano all'artestudio- gallery
Da sinistra nella foto del gruppo “Astrattismo Totale”: Cotroneo, Lanzione, Salzano

 

 

 

 

 

 

In un’esperienza artistico concettuale che fonda le sue radici agli inizi del xx secolo in zone d’Europa molto distanti tra loro si tratteggia una determinata sentita esigenza o contestuale prospettiva di estraniarsi da quella rigorosa oggettiva visione e forse a mio parere anche da un’eccessiva soggettiva definizione di vita reale. Correva il tempo del tempo dove le premesse avevano suoni del tipo “industrializzazione”, “sindacato”, “colonizzazione”…luoghi memorie e azioni di una periodizzazione connotata dove quasi a mezzo fotografico i produttori d’arte negano la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori, scatti di una nuova dimensione onirica e fortemente personalizzata. Non so se nei primi del Novecento Worringer ammette quanto e sicuramente accetta che l’arte viene interpretata in base all’intenzionalità dell’artista….la forma e le sue declinazioni spaziali nel passaggio sottile del fare temporale viene intesa come risultato dell’incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà; ed astrazione, cioè deciso rifiuto di essa. In Italia le idee dell’arte “astratta pura” vennero accolte piuttosto tardi, attorno agli anni trenta, ma si svilupparono in forme di grande spessore artistico, che aprirono la strada a molti dei più originali movimenti del secondo Novecento. Furono due i principali gruppi di pittori astrattisti: il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo “Kn”, riunitosi attorno alla galleria “il Milione” di Milano, annoverò nomi quali Mauro Reggiani, il giovane Lucio Fontana, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi, il secondo, più coeso, fiorì a Como ispirato dall’architetto Giuseppe Terragni e dai pittori Manlio Rho e Mario Radice, includendo artisti quali: Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina. Pertanto in uno scenario così fortemente vissuto le idee vengono spesso disegnate in una netta forma d’espressione concettuale e visuale non figurativa, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l’immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla forte e specifica sensibilità dell’artista che volutamente la crea nella sua genesi totale. Da questi precisi riferimenti e dalla sapiente contaminazione mentale di proprie ricorsive letture i tre maestri artisti Mario Lanzione, Giuseppe Cotroneo, Antonio Salzano fondano il movimento artistico dell’”Astrattismo Totale”. Quest’ultimo oltre a contenere riflessioni sul mondo strutturato e quindi sugli influssi legati alla Geometria e all’Informalità; riproduce e metabolizza in modo meta-ciclico il contesto del suo immediato; ritrattando nuove visioni comunicative dove il colore non è più subordinato alla forma o al disegno ma diviene elemento contenitivo dell’essenza di un percorso artistico. In tale dialettica il fare realizzativo del maestro Antonio Salzano è il risultato di un dualismo tra il valore espressivo della potenza cromatica e la relativa sequenza in dissolvenza della materialità della luce; ottenendo nel risultato espresso complessivo finalizzato volumetrie segnate e spazialità dimensionate. L’essenza stessa del colore è alla base della sua narrazione testuale che sapientemente si snoda tra pareggiamenti e sovrapposizioni di piani geometrici; spazi di vuoti e pieni, tinte calde e fredde tra chiara e segnante luce alla reale segnata oscurità, totalizzando un’esperienza pittorica concretizzata dalla sua ricerca fortemente scientifica e letteralmente disegnata. Il prodotto del Maestro Giuseppe Cotroneo è legato da doppio filo alla definizione e delimitazione geometrica della densità materica che attua una produzione attiva di energia cromatica, liberata in spazialità tridimensionale che segue percorsi di luce e granulose deframmentazioni cromatiche. Il pregno e lo scavo materico solcato sono strumenti di ricerca per l’individuazione di un luogo primordiale dove l’identità vocativa non è più espressa ma diviene coscienza intrinseca individuale. L’esperienza del suo percorso è un iper-viaggio quasi spirituale, segnato da squarci cromatici primari segno e segni di vita visibile e di memoria vissuta. La ricerca artistica del maestro Mario Lanzione conquista logisticamente temporalmente e strutturalmente lo spazio processuale e cognitivo; la performance e le installazioni si fondono in un meta-linguaggio che amplia il tempo dell’immediato, dell’istintivo e gestuale. La geometria e la tridimensionalità vedono nel supporto la possibilità di contenere gesti sentimenti e concetti puri, segnati, rivolti; in questo campo d’azione la pittura la musica e la poesia diventano integrale d’espressione che si sommano alla presenza tipicizzata e reale dell’artista che in tale stretta dimensione diviene anch’essa tempo d’arte. La materia del maestro Lanzione è una strutturata forma che assume un riferimento multidimensionalmente riferito in un sapiente gioco di prospettività e profondità spaziale condizione necessaria che regola l’equilibrio meta-progettuale delle cose garantendone lettura e sopravvivenza. L’elemento della luce nel suo fare è il comune denominatore di una visibilità protesa alla valorizzazione energetica elemento narratore e descrittore di “eventi” che si susseguono nell’iper-celestiale, l’improvvisazione del movimento è nella predisposizione dei suoi progetti, elementi parziali e totalizzanti per la descrizione complessiva del suo operare artistico. È pertanto su queste matrici d’indagine, su taluni percorsi tematico-espressivi che si fonda consolida e trasforma la ricerca dell’Astrattismo Totale, dove l’indagine e la consapevolezza meramente introspettiva abbandona il condizionamento determinato socializzato, insediandosi nella vissuta storia di quella realtà che non ammette immagini, non percepibile dall’osservazione umana ma fortemente voluta ed esistente per l’eterna ragione che ha dato e darà valore tangibile alla vita stessa.

 

 

About Gabriele Arenare

Classe '88. Laureato in Informatica (Tecnologie Multimediali), presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Diplomato in Fotografia pubblicitaria, Grafica pubblicitaria ed editoriale e Web Design presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione visiva) a Napoli.