L’assurda realtà della qualità della vita casertana.

Come ogni anno e da oltre vent’anni, il  Sole 24 ore ha stilato la classifica sulla Qualità della vita, che misura la vivibilità delle province italiane, elaborando una serie di dati statistici. Solo dopo l’ottantesima posizione, si ha traccia della regione Campania e delle sue Province. Bisogna, infatti, scendere il fondo la classifica delle 110 Province italiane per rilevare i dati della Ns. Regione e quelli delle sue province. Non a caso, la Campania si conferma agli ultimi posti in Italia, per qualità della vita e prospettive di lavoro dei i suoi abitanti: Napoli è al 101° posto nella classifica delle città italiane e manifesta un netto peggioramento; Avellino, nonostante tutto, guadagna ben sei posizioni; Salerno è 92esima con segno positivo di un solo posto; Benevento è 99esima (ben -15 posizioni) e Caserta, fanalino di coda, si posiziona 108esima (-4 posizioni), terzultima. Peggio di lei ci sono solo Vibo Valentia e Reggio Calabria. In realtà, la classifica non fa altro che certificare la assurda realtà, con una fotografia cruda di condizioni già ben note a noi tutti.

Proprio in questi giorni di Natale, spopolano sui social network le fotografie che mostrano le condizioni climatiche miti del Sud, al fronte della nebbia e dello smog di Milano e della pianura Padana, come a rivendicare chissà quale superiorità, come a voler riscattare chissà quale supremazia.

Peccato che la “Qualità della Vita” non sia data dal clima o dalle bellezze che questo territorio possiede, ma da parametri specifici che rendono la classifica stilata dal Sole 24 Ore qualitativamente accurata.

Che il clima sia più gradevole o che il livello di inquinamento, qui, sia più basso rispetto ad altre città del nord è appurato, ma non si vive solo d’aria o di sole.

La “Qualità della Vita” significa ben altro. La classifica è composta da dati scientifici misurati su 36 indicatori: solo uno di questi è il clima, poi ce ne sono molti altri. La classifica è composta dai dati di 6 macro-parametri: tenore di vitaservizi e ambienteaffari e lavoroordine pubblicopopolazione e tempo libero.

Salta all’occhio, come sempre, l’evidente spaccatura tra il nord e il sud dell’Italia e, a  provocare la netta differenza, è il fronte occupazionale dei giovani e delle famiglie di questi territori. Il lavoro latita e i nostri migliori giovani fuggono altrove, in netto contrasto con le centinaia di migliaia di turisti che affollano la Reggia di Caserta, il Belvedere di San Leucio, l’Anfiteatro, il Museo Campano e le meraviglie nei suoi dintorni. I nostri prodotti, le nostre eccellenze stentano a decollare e le enormi potenzialità turistiche alberghiere patiscono un abbandono ultradecennale e, il tutto, accade con la compiacenza o l’indifferenza delle istituzioni e della politica, che non riescono da tempo a fare sistema.

 

 

 

Caterina Piantieri

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare. Decisamente, quello per cui vivo.