L’allarme della Nato: inquinamento acque potabili

Angelo MorlandoCastel Volturno. Il seguente è un articolo di Angelo Morlando, ingegnere idraulico e presidente della Consulta Tecnica di Officina Volturno, datato agosto 2010. Su documenti ufficiali compì uno studio per riscontrare gli allarmi per i pericoli alla salute derivanti dall’uso dell’acqua potabile. Visto che l’allarme è divenuto nuovamente di attualità, lo riproponiamo al fine di meglio informare i lettori sulla vicenda.

Il governo statunitense, dall’inizio del 2008, ha cominciato a preoccuparsi della salute dei propri militari impegnati su territorio italiano e in particolar modo di quello stanziato nel territorio della regione Campania.

Non ci vuole la “zingara” per capirne i motivi: ecomafie e inquinamento diffuso di tutte le componenti ambientali (aria, acqua e terra).

Ed è così che il Comando generale del Sud Europa commissiona al Corpo di Salute Pubblica della Marina Militare un’Indagine di Salute Pubblica con la relativa Valutazione di Rischio Ambientale.

Sono state controllate approfonditamente nove aree abbastanza vaste e circa 140 insediamenti militari (residenze e sedi governative).

L’area di interesse è riportata in figura 1.

Risultati: per circa 48 insediamenti è stato determinato un Rischio NON ACCETTABILE per l’utilizzo di acqua potabile per uso domestico.

Le sostanze maggiormente riscontrate sono state: tetracloroetilene, nitrati, coliformi fecali e totali con presenza di Escherichia Coli.

Il tetracloroetilene è cancerogeno e agisce negativamente sul sistema nervoso centrale.

Il risultato dello studio con in viola i punti in cui il rischio è superiore a quello sostenibile è riportato in figura 2.

Qualche nota in più su due aree in particolare che ci interessano da vicino.

Quella del Lago Patria è la numero 5 della figura 1.

L’area di Gricignano è la numero 6 della figura 1.

Immagini di dettaglio delle aree con i punti di campionamento sono riportate nelle figure 3 e 4.

Per il Lago Patria sono stati messi sotto osservazione 32 insediamenti.

26 insediamenti prelevano acqua potabile dall’acquedotto pubblico e 6 la prelevano da pozzi.

Nelle acque potabili di 10 insediamenti, oltre alle già citate sostanze inquinanti, sono state riscontrate le presenze di cloroformio, dibromoclorometano, diossina e furani oltre i limiti consentiti.

Di questi 10 insediamenti, 6 utilizzano l’acquedotto e 6 utilizzano pozzi.

Per Gricignano sono stati messi sotto osservazione 13 insediamenti, di cui uno solo alimentato con pozzi.

Oltre a tutti gli inquinanti già citati (tetracloroetilene, nitrati, coliformi fecali e totali con presenza di Escherichia Coli, cloroformio, dibromoclorometano, diossina e furani) è stata riscontrata, in 5 insediamenti su 13, anche la presenza di Tallio che è un metallo.

Citando le maggiori pubblicazioni in materia compreso il WHO:

Il tallio e i suoi composti sono molto tossici… Tra gli effetti dell’avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli ed il danneggiamento dei nervi periferici. Il tallio è anche un sospetto cancerogeno…”

Le considerazioni finali di questo studio e le relative “raccomandazioni” si possono sintetizzare nelle seguenti:

  • non utilizzare acqua da pozzo neanche per irrigare i giardini;
  • utilizzare acqua potabile dall’acquedotto, ma dopo aver installato un sistema di controllo automatico su tali acque;
  • eseguire una completa e approfondita disinfezione di tutte le tubazioni, fino all’interno delle case.

La domanda, come al solito, nasce spontanea…

  • DA “NOI” COSA SUCCEDE ???
  • I CONTROLLI SULLE “NOSTRE” ACQUE POTABILI SONO REALMENTE SICURI ?
  • CHI UTILIZZA ACQUA DAI POZZI PER IRRIGARE ???
  • CHI UTILIZZA L’ACQUA DEI LAGHETTI PER IRRIGARE ???

Rimandando ad un successivo speciale, una nostra indagine sulla validità dei controlli sulle acque potabili da acquedotto, la considerazione finale e’ immediata:

CHI UTILIZZA ACQ UA INQUINATA PER IRRIGARE I CAMPI E’ UN ASSASSINO !!!

Leggi l’articolo sul giornale di agosto 2010, scarica Informare – Agosto 2010

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.