Laghetti di Castel Volturno, si aggiunge altra confusione

Angelo MorlandoCastel Volturno. Il giorno 24 dicembre 2010, dalle pagine de Il Mattino è apparso un articolo a firma di Rosaria Capacchione e riguardante i “Laghetti di Castel Volturno”.
Premesso che è sempre utilissimo che si denunci qualsiasi informazione inerente alle attività delle ecomafie, ma, chi come noi, segue le vicende da anni attraverso documenti ufficiali e consultabili, ha la necessità di dire la propria onde evitare confusioni a chi legge per la prima volta su tale argomento.
Le considerazioni sono simili a quelle già fatte a seguito dell’articolo apparso sul numero n° 35 del 3 settembre 2009 de L’Espresso intitolato “Campania Profondo Nero”.
Come già detto in altre sedi, è opportuno chiarire la nostra posizione sul “fare informazione” (senza voler fare lezioni a nessuno) soprattutto su tematiche che interessano direttamente le realtà locali.
Pur condividendo pienamente la necessità di “alzare il coperchio” su tutte le tematiche ambientali (acqua, aria, suolo e sottosuolo, fauna e flora, etc.) riguardanti il Litorale Domitio, riteniamo sia indispensabile, prima di tutto, citare le fonti ufficiali con i relativi riferimenti.
Quali sono i chiarimenti da fare?
La segnalazione sui “riempimenti” anomali dei laghetti sono stati fatti da ARPA Campania già nel 2004;
Nel nostro piccolo, come associazione Officina Volturno, abbiamo pubblicato uno studio completo con la raccolta di tutti i dati ufficiali dell’ARPAC, Ministero dell’Ambiente e Unità di Crisi della Provincia di Caserta nel 2005 (disponibile sul nostro sito internet) dai quali si evincono chiaramente i laghetti che sono stati riempiti;
Nel febbraio 2008, su committenza di Sviluppo Italia Attività Produttive, veniva prodotto dalla Soc. Coop. SELC (in qualità di capogruppo dell’Associazione Temporanea di Imprese costituita con SA.GI.DEP. S.p.A.) un piano di caratterizzazione dell’area del Lago Patria e dei Laghetti. Tale lavoro è durato oltre un anno, è stato validato da ARPAC e dallo stesso partiranno gli interventi di bonifica.
Successivamente il Commissariato di Governo ha “trasformato” i dati dello studio SELC in file apribili con Google Earth (http://earth.google.it/) dai quali si evincono tutte le informazioni necessarie.
Tutto quanto detto per chiarire, in quanto crediamo non si evinca dall’articolo del Mattino, che il dott. Geologo Giovanni Balestri, incaricato dai PM Alessandro Milita e Narducci per compiere degli accertamenti sul caso “Laghetti”, aveva già a disposizione copiosissimo materiale di studio per svolgere i suoi accertamenti.
Le domande che giriamo a tutti i lettori (simili a quelle proposte a seguito dell’articolo apparso nel 2009 sull’Espresso) sono:
Come è possibile che il lavoro di un professionista di fiducia dei Magistrati e con indagini ancora in corso, non sia messo a disposizione di tutti?
Se ci sono gravi e seri rischi per la salute pubblica, perché questo lavoro non viene reso pubblico e perché non si applicano i provvedimenti necessari?
Se ci sono sostanze tossiche nei laghetti, quali sono e in quali concentrazioni e con quali rischi per la salute?
Quali sono le risposte che ancora aspettiamo e di cui nessuno parla?
Che venga eseguito il Piano di Caratterizzazione delle Acque di Falda anche lungo le aste principali e secondarie dei Regi Lagni.
Di stabilire che utilizzo viene fatto delle acque dei laghetti e se le stesse sono utilizzate per l’irrigazione e per gli allevamenti.
Di eseguire in tempi brevissimi (già chiesto dalla nostra associazione oltre un anno fa) attraverso il Ministero della Salute, la Valutazione dei Rischi per l’utilizzo delle aree.
Di monitorare le attività di Bonifica e di utilizzare fondi per il monitoraggio continuo del territorio, affinché le stesse aree non vengano “riempite” subito dopo aver terminato le bonifiche.
Ing. Angelo Morlando
Presidente del Comitato Tecnico dell’Associazione Officina Volturno
Leggi Informare – Litorale domitio – Castel Volturno, edizione di Gennaio 2011: è GRATIS. Scaricala dal sito internet

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.