La vera rivoluzione è non far pagare l’acqua ai cittadini

La vera rivoluzione è non far pagare l’acqua ai cittadini

Per ogni persona dovrebbero essere garantiti almeno 50 litri gratuiti

a cura dell’Ing. Angelo Morlando

L'acqua NON si vende Ing. Angelo Morlando
L’acqua NON si vende Ing. Angelo Morlando

Già da molti anni, le Nazioni Unite hanno stabilito la Giornata Mondiale dell’Acqua il 22 marzo di ogni anno, affinché, tra le priorità, fosse riconosciuto e fissato in non meno di 40 litri a cittadino al giorno il diritto minimo per la sopravvivenza dell’essere umano. Il WHO (World Healt Organization) ha affermato, in diverse pubblicazioni riconosciute dalla comunità scientifica, che al di sotto della soglia di 50 litri d’acqua al giorno per ogni cittadino, si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua. In verità anche la Regione Campania, con la L.R. n. 15/2015, art. 1, comma 6, lettera b), ha stabilito tale principio. Molti comuni hanno trovato la soluzione del “fontanello” o “casa dell’acqua”, ma non è sicuramente la soluzione migliore per 3 motivi: il primo è che comunque bisogna acquistarli e non costano poco; il secondo è che comunque si richiede, anche se piccolo, un contributo al cittadino; il terzo è che i costi di manutenzione non sono bassi, perché sono apparecchiature tecnologicamente avanzate. Essendo la mia materia specifica, posso proporre una soluzione più giusta e democratica: aumentare le fontane pubbliche sul territorio. Le fontane potrebbero essere dotate anche di opportune coperture in caso di pioggia e in modo che le pareti laterali possano fungere anche da info point per tutti i cittadini e dotate di sistema di videocontrollo e wi-fi. La fontane dovrebbero essere dotate di regolatori di portata, in modo da evitare gli sprechi. Inoltre, le fontane pubbliche sono degli ideali punti di controllo e campionamento per le analisi delle acque, praticamente in qualsiasi istante della giornata. In questo modo sarebbe fornita gratuitamente acqua, sia per i residenti, sia per i fluttuanti (cioè i turisti, che sempre cittadini sono). Il fatto è che le fontane pubbliche sono sempre state viste come cattedrali nel deserto; quasi come delle opere privatistiche da realizzare a favore del “padrone” di turno. Inoltre, la manutenzione è veramente ridotta e rientrerebbe palesemente nei costi di gestione ordinari di qualsiasi gestore. Infine, con questa proposta/idea, le fontane pubbliche diverrebbero dei veri campanelli di allarme in caso di non conformità di potabilità, sia dal punto di vista visivo (acqua non limpida) sia dal punto di vista olfattivo e gustativo.

Alcuni gestori vorrebbero proporre di garantire in bolletta il minimo garantito a tutti gli utenti  ma aumentando il costo delle fasce agevolate (cioè coloro che consumano di più, ma che sempre cittadini sono…). Alla fine, come quasi sempre, si sposta il problema, ma a pagare siamo sempre noi. A volte, oltre all’indispensabile competenza in materia, ci vorrebbe anche un po’ di passione e fantasia.

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.