La SUN cambia nome…ed è subito polemica!

download

In seguito all’approvazione in Consiglio a Caserta dell’ordine del giorno con oggetto il cambio di denominazione della “Seconda Università degli studi di Napoli” in “Università di Caserta”, ha fatto seguito l’indignazione da parte di studenti e professori che subito si sono mobilitati affinché il Senato accademico non procedesse al cambio nome. Se per le istituzioni politiche la denominazione “Università di Caserta” rappresenta una sorta di rivendicazione territoriale, per gli studenti non è altro che una perdita d’identità. Dalla volontà degli studenti della “Seconda Università degli studi di Napoli” di difendere il nome e l’identità del proprio ateneo nasce, così, un comitato spontaneo “Contro il cambio del nome della S.U.N.”. Gli studenti, che hanno preso parte al comitato, credono fermamente nel valore del mantenimento del nome dell’Università. «Un nome dice chi siamo, un nome racconta una storia costruita in ventitré anni di cammino – ha dichiarato Francesca Del Prete, Promotrice mobilitazione sociale studentesca – un nome parla di un prestigio che ci rende riconoscibili in Italia e all’Estero».
La Seconda Università degli Studi di Napoli e il suo acronimo SUN sono, di fatto, un brand attraverso il quale le attività didattiche e scientifiche dell’ateneo casertano sono note e apprezzati nel contesto internazionale. Dai risultati dello studio dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, con riferimento al periodo 2004-2010, la Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN) risulta diciottesima tra le grandi università italiane e prima in Campania. Perdere questo nome, per Francesca e i suoi colleghi universitari,significherebbe perdere di conseguenza anche il prestigio ad esso legato.
La giovane portavoce del comitato, continua: «Non vogliamo essere studenti o futuri laureati di un’università sconosciuta. Non intendiamo tornare indietro di ventitré anni. Non intendiamo accettare una scelta sicuramente lesiva per il nostro futuro lavorativo». Secondo gli studenti, altro importante aspetto della questione è il dispendio economico che questa scelta comporterebbe. Costi elevatissimi che graverebbero sul bilancio dell’Ateneo e quindi sugli studenti. Strutture fatiscenti, servizi che andrebbero implementati, servizi che andrebbero addirittura creati a partire da zero… Le risorse andrebbero impiegate per la risoluzione di ben più importanti problematiche. Francesca Del Prete, inoltre, sottolinea: «Spesso e volentieri i politici si sono schierati a favore del cambio di denominazione nell’ottica di una valorizzazione nonché di un rilancio del territorio casertano. Il tanto decantato quanto agognato rilancio del territorio sarebbe possibile attraverso interventi concreti quali investimenti nella cultura, nell’arte e nella loro valorizzazione, nascita di nuovi servizi, progetti che possano creare occupazione, che valorizzino i figli di questo territorio. Cambiare un nome non è una scommessa su sé stessi. E’ solo un inutile e controproducente dispendio di risorse economiche. E’ solo annullamento di un’identità. E’ solo un lesivo cambiamento che comporterà seri problemi per chi è già laureato e chi si conseguirà una laurea presso questo ateneo». Studenti e docenti, chiedono un ampio dibattito che sia libero da qualsiasi pressione esterna ed una consultazione dell’intero corpo studentesco mediante ricorso a istituti di democrazia diretta come il referendum.

Ada Marcella Panetta