La Regione Campania ” inciampa”

Di Angelo Morlando. Il vecchio detto latino non sbaglia mai: Nessuno riesce a farsi ascoltare in casa propria. Da semplice ingegnere castellano ho più volte affermato che le condotte sottomarine non potevano realizzarsi e che,

al massimo, spostavano il problema dalle coste al largo. Con nessuna certezza che il liquame scaricato a largo non ritornasse di nuovo sotto costa. E’ stata diffusa la speranza di un intervento impossibile con il solo risultato di non affrontare il vero problema, ovvero i Regi Lagni con annesso sistema fognario e depurativo. Illustri, ma soprattutto illustrati, soloni universitari hanno ampiamente speculato su tale speranza, ma avevano dalla loro parte un arma vincente: non
Essere cresciuti a Castel Volturno e non risiedere a Castel Volturno, quindi, le loro affermazioni erano verità incontrastabili. Si riportano alcuni stralci della recente pronuncia della Corte Costituzionale che si ritiene non

necessitino di ulteriori commenti: “La Legge Regionale n° 2 del 2010 contrasta con la normativa nazionale e comunitaria vigente in materia di acque. La Legge Regionale n° 2 del 2010 prevede un finanziamento da parte della Regione per la realizzazione di condotte sottomarine lungo i canali artificiali con più elevato carico inquinante del litorale Domitio-Flegreo, per lo sversamento a fondale delle portate di magra… la disposizione risulta incompatibile con la destinazione delle risorse pubbliche alla
Realizzazione di opere funzionali a garantire una corretta depurazione delle acque reflue prima dello scarico. La realizzazione delle infrastrutture, comporterebbe, senza alcun beneficio ambientale, una diversificazione di ricettore di scarichi non depurati nel mare piuttosto che nei canali artificiali.

L’area interessata è quella del litorale Domitio-Flegreo – già sito di interesse nazionale, nel quale sono in campo notevoli risorse umane e finanziarie tese al ripristino di uno stato di legalità ambientale – che richiederebbe interventi maggiormente riqualificanti, mirati alla irreggimentazione delle acque e dei reflui urbani che scaricano in assenza di depurazione ed a garantire una depurazione che rispetti i limiti tabellari.La formulazione della norma regionale consentirebbe interventi non legittimi e sottrarrebbe risorse pubbliche a ulteriori possibili soluzioni, risolutive dello stato di degrado esistente. La norma impugnata è macroscopicamente
Sono più vecchi dei romani e prima di loro altri hanno popolato i monti

conosciuti dall’umanità come patria del Falerno. Chi legge queste mie note avrà notato una certa irritazione. Non sono solito a farmi prendere dalle emozioni nello scrivere, eppure non ci riesco quando avvengono episodi che offendono e distruggono la nostra storia e la nostra cultura. Il 24 marzo scorso ebbi una telefonata serale dell’amico Franco Freda, presidente della Pro loco di Cellole, persona di grande cultura e profondo conoscitore di arte e architettura. Mi informa dell’atto vandalico avvenuto a Villa San Limato .

Navigo sul web e scopro l’orrore Alcune foto sono drammatiche. Lampioni divelti, passerella parzialmente devastata ed il mosaico deturpato. Pura follia.
Derogatoria sia alle norme di indirizzo comunitario sull’inquinamento del mare, sia alle finalità perseguite e agli strumenti predisposti dall’azione statale a tutela dell’ambiente, tanto da non potersi ritrovare un nesso tra la finalità che si propone («porre rimedio al fenomeno delle erosioni costiere») e la soluzione tecnica adottata (scarico in alto mare delle acque reflue dei canali).
Ing. Angelo Morlando

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.