LA QUESTIONE MERIDIONALE RIGUARDA ANCHE LA SALUTE

NAPOLI
E’ del 18 luglio il comunicato stampa ‘La questione meridionale riguarda anche la salute’, pubblicato da ANAAO ASSOMEDAssociazione Medici Dirigenti.
Ci sono voluti 23 morti per costringere il Governo a riconoscere la persistenza di una questione meridionale, finora espulsa dalla sua narrazione politica. Una questione meridionale – precisa Costantino Troise, Segretario Nazionale – che interessa la mobilità, il reddito, i livelli di occupazione, specie femminile e giovanile, la sicurezza, compresa quella delle cure, i diritti sociali, a cominciare da quello alla salute.”
L’art.3 della Costituzione italiana enuncia:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Eppure tale diritto primario non trova applicazione nella tutela della salute, in un pregiudizievole intreccio tra reddito e residenza. La garanzia dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è sovente insufficiente, al Sud si vive meno e si muore di più, ci si ammala di più e si guarisce di meno e si è costretti ai viaggi della speranza verso regioni più ricche e sanitariamente più organizzate, trasferendo lì risorse economiche del Sud.
Le ragioni di tali profonde lacerazioni nell’assistenza e nei servizi del Sistema Sanitario Nazionale partono dai criteri di ripartizione dei finanziamenti regionali, che assegnano le risorse dello Stato, e quindi indistintamente di tutti i cittadini italiani, in una formula punitiva per il Sud. L’alibi adottato è la conclamata inefficienza delle classi dirigenti di talune regioni, che in molti casi hanno medesimo colore politico di quelle nazionali. Si continua dunque a creare diseguaglianza nella diseguaglianza.
Occorre intervenire urgentemente nella filiera della salute, investendo nei presidi e nel lavoro di dirigenti sanitari e medici, perché la sanità è un aspetto della questione meridionale che coinvolge il Governo prima ancora delle Regioni e deve garantire pari diritto di sicurezza e assistenza, di fiducia e professionalità in ogni area del paese.

Barbara Giardiello
barbara.giardiello05@gmail.com