LA NUOVA PRIMAVERA DELL’UNIVERSITA’

Oggi 21 marzo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II (Aula Carlo Ciliberto – Complesso Universitario di Monte S. Angelo Via Cinthia, 26 – Napoli) alle ore 16.00 gli Atenei campani in Assemblea congiunta presenteranno alle istituzioni e ai rappresentanti parlamentari della Campania i risultati del dibattito svoltosi nelle rispettive sedi in mattinata. Intervengono: il Prof. Gaetano MANFREDI Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Presidente CRUI, il Prof. Filippo DE ROSSI Rettore dell’Università degli Studi del Sannio Presidente CUR, il Prof. Stefano PALEARI Ordinario di Analisi dei sistemi finanziari, Università degli Studi di Bergamo Già Presidente CRUI e il Dott. Vincenzo DE LUCA Presidente Regione Campania.

Questa giornata in ogni sede delle università italiane, statali e non statali, è stata dedicata ad incontri e dibattiti pubblici per riaffermare il ruolo strategico della ricerca e dell’alta formazione per il futuro del Paese.Verranno discusse e raccolte idee e proposte da consegnare al Governo in un documento di sintesi unitario redatto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Dal 2008 il sistema universitario italiano è soggetto a tagli lineari e progressivi delle risorse. Una scelta politica trasversale che, in coincidenza con la drammatica crisi globale e l’adozione di una radicale riforma organizzativa, si è tradotta nella perdita di oltre 10.000 posizioni di ruolo solo tra quelle per docenti e ricercatori, ovvero tagli superiori al 13% del totale quando la media nel settore pubblico è stata ad oggi del 5%. I tagli continui al fondo di finanziamento ordinario, l’assenza di un convinto investimento pubblico e privato nella ricerca e nell’alta formazione universitaria hanno determinato l’impossibilità di avviare nuovi percorsi di ricerca e di alta formazione, di investire in servizi e attività per gli studenti e nell’internazionalizzazione, di valorizzare il contributo della struttura tecnica e amministrativa. Ma soprattutto hanno significato l’impossibilità di reclutare studiosi giovani e meritevoli, il congelamento delle carriere e delle opportunità di crescita professionale, una condizione retributiva che disincentiva i migliori a restare e allontana i giovani talenti e gli studiosi stranieri, l’indebolimento del già precario e fragile diritto allo studio che sta riducendo iscritti e laureati. Ciò nonostante, il valore e la competitività scientifica delle nostre università è rimasta forte.

Per questo occorre invertire la rotta e insieme, a partire da oggi. L’hashtag è #primaverauniversità “Per una Nuova Primavera dell’Università. La Conoscenza libera il futuro del Paese”