La pesante crisi economica grava sulle persone disabili e più fragili, ma il “dopodinoi” resta, pur sempre, un dei punti fondamentali e cruciali delle famiglie !

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Il Presidente

La pesante crisi economica grava sulle persone disabili e più fragili, ma il “dopodinoi” resta, pur sempre, un dei punti fondamentali e cruciali  delle famiglie !

 

Hanno voglia di protestare le famiglie per richiedere la ri-conferma del ri-finanziamento dei Fondi per i Servizi Socio-Sanitari, dopo i drastici tagli al trasferimento di risorse agli Enti Locali, per rilanciare le promesse non mantenute sulle politiche familiari .

 

Le Istituzioni non devono dimenticare e considerare che la vita quotidiana va avanti minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno per le famiglie delle persone più fragili,  per i disabili fisici, gli handicappati psichici, i malati terminali, gli anziani, i terremotati, coloro che vivono nei “posti di fortuna”, tutti considerati desaparecidos della n/civiltà, che non possono attendere i “tempi” delle Istituzioni.

 

La fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia, fulcro indispensabile e centrale della vita  dove circa il 15% delle famiglie siano interessate dalle disabilità.

 

Per il disabile, in particolare quello grave, la vita con i genitori può risultare la più efficace e la più completa delle opportunità a sopportare le necessità assistenziali e quelle di sicurezza circa le varie tappe esistenziali che il proprio familiare disabile dovrà affrontare, ma quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo, chi provvede al suo futuro ?

 

Questo, purtroppo per una legge di natura, resta uno dei problemi più scottanti, più difficili, di maggior rilievo di questi n/s  tempi che affliggono le famiglie dei disabili psico-fisici, cioè l’incertezza del “dopo”, cioè “dopo la morte” di colui/ei che sostiene il peso, anche economico, dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare, provvedimento legislativo che possiamo chiamare “dopodinoi”. ) Petizione 2013

 

Lo abbiamo sempre sostenuto nella 13° Legislatura nelle n/s Petizioni fin dal 7 ottobre 1998  con le Opere don Guanella e don Orione e successive ancora giacenti nel Parlamento Italiano ed Europeo, questa “forma di necessità” si è fatta sempre più necessaria, pressante, urgente ipotizzando al “ricovero di massa” quello di “poche unità” quali casa-famiglia, comunità alloggio od altro in grado di garantire parzialmente l’effetto familiare, ma con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità possa dare quell’aiuto necessario per compensare il deficit di natura organica, motoria e sensoriale.

 

Un “sistema di vita” che pur essendo, ripeto extra familiare e basato sulla disponibilità economica o meno del soggetto, si rivela idoneo al bisogno assistenziale, soprattutto, a quello esistenziale della persona disabile .

 

Sul futuro dei disabili portatori di limitata autonomia, quali invalidi civili totali e parziali, sordomuti, ciechi, disabili fisici, handicappati psichici e malati terminali che non hanno redditi personali o se ne hanno sono di modesto importo, sarebbe opportuno e necessaria la costituzione di quel Fondo Speciale Economico Unico, (dopodinoi) da noi auspicato ed atteso da parte dei familiari e da noi richiesto da lungo tempo alle Istituzioni ed al Parlamento Italiano ed Europeo, necessario per tutelare l’avvenire di questi soggetti di limitata autonomia .

 

In poche parole confluire quelle parti di patrimonio, di risparmi o beni che in eredità andrebbero ai disabili che un giorno resteranno soli, mentre per quelli indigenti occorre una prestazione di natura finanziaria ed assistenziale da parte delle Istituzioni.

 

E’ vero che la legislazione italiana prevede il Curatore, Tutore, Amministratore di Sostegno che si assumano l’onere di amministrare i beni del disabili, ma se questo è amministrato da un Ente Pubblico, quest’ultimo, sarà sempre operante ed attivo garantendo una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo.

 

Purtroppo il Fondo ed i 150 milioni di euro derivanti dal gioco d’azzardo previsti per la costituzione del Fondo Dopodinoi approvato dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nel maggio 2012 è stato respinto dal Governo Monti (Sottosegretario per le Politiche Sociali Cecilia Guerra ) e non se ne è parlato più !

 

Ancora una volta è stato gettato sulle spalle di questi derelitti un ulteriore pietoso fardello, dopo il misero budget del 0,4% destinato per le spese sociali.

 

In Italia i disabili fisici sono circa 3 milioni, di cui il 73% anziani, 900 mila circa le persone costrette a letto o su una sedia a rotelle, circa 1 milione e mezzo le famiglie aventi in casa parenti con gravi handicap o malati terminali, circa 10 milioni le persone che soffrono patologie mentali ( Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

 

La preoccupazione delle famiglie possono essere dettate dalla considerazione che il familiare possa essere “ammassato” con persone di patologie diverse, verosimilmente in contrasto con quelle di cui è affetto il proprio caro.

 

Da ciò il desiderio e l’auspicio che egli possa continuare a vivere in quelle comunità che rispecchiano la famiglia composta, possibilmente da pochi utenti e qui dobbiamo dire un grande grazie  per quanto operano da lungo tempo gli Istituti Cattolici tipo Opera don Orione, don Guanella, don Gnocchi ecc.

 

Per le persone povere, poi , in quelle particolari situazioni di malati psico-fisici sopra citati , incapaci di provvedere alle loro esigenze fondamentali di vita, è logico che intervengano le Istituzioni (Stato , Regioni , Province, Comuni ( comunque dadefinirsi) con l’erogazione di contributi finanziari da confluire in quel Fondo Speciale Economico Unico in modo da garantire il diritto di garanzia all’assistenza, alle cure e tutela della salute a tutti senza discriminazione.

 

Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano di assistenza ai pazienti con handicap sia fisico che mentale, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni dovranno affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio.

 

Queste realtà ci lasciano perplessi e soprattutto delusi  perché l’handicap in genere non ha tempi di attesa !

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza ! ”

 

Previte

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