La moneta non fa una comunità

downloadNon sono un esperto di economia ma credo comunque che quello dell’euro sia un falso problema. L’unità monetaria è un elemento secondario rispetto ad altri obiettivi non ancora conseguiti (e forse neanche perseguiti) ma a mio avviso fondamentali:  le stesse opportunità d’istruzione (le migliori possibili!) e gli stessi livelli di assistenza sanitaria (i più alti possibili!) dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini dell’Unione Europea, a prescindere dal censo e dalla nazionalità, se comunità aspiriamo davvero ad essere. Inoltre a tutti i lavoratori dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti e il medesimo trattamento economico, ovunque e per chiunque lavorino. Infine bisognerebbe stabilire l’inalienabilità di alcuni beni comuni: nessuno, cittadino europeo, società multinazionale o magnate straniero che sia, dovrebbe poterli acquistare, impossessarsene, utilizzarli a fini di lucro: che questi paghi in lire, euro, yuan, dollari o oro non farebbe alcuna differenza. Quello che conta non è cosa scegliamo come strumento di pagamento ma quali principi sposiamo. Una comunità non si costruisce intorno a una moneta ma su un’etica di condivisione e di solidarietà. E questa dovrebbe essere un’aspirazione non solo nostra ma di tutto il genere umano. Ma se non è questa la nostra aspirazione e non è questo lo scopo dell’azione legislativa dei nostri politici allora non possiamo dirci comunità, ma neanche sentirci liberi, democratici, civili.

Dispiace vedere che le parole del Papa e di uomini come l’economista Federico Caffè – apparentemente tanto celebrato dalle istituzioni comunitarie che l’hanno ricordato proprio di recente – non riescano a incidere sulle miopi e ingiuste politiche di chi ci governa. Speriamo che quegli insegnamenti riescano comunque a scuotere le coscienze dei più e a orientarne le scelte future. Buon 2015 a tutti.

Gaspare Bisceglia