“La Maschera”, il nuovo volto della musica napoletana

La Maschera

Musica studiata e ricercata, parole scelte e pensate, grinta e stoffa che caratterizzano dei veri artisti pronti a far rivivere i fasti di una musica che non c’è più. Conosciamoli meglio.

Nome

«”La Maschera”, è a metà tra il teatro e la canzone e, soprattutto, identifica Napoli a livello visivo, tramite la maschera di Pulcinella. Nella versione finale la maschera è rappresentata a metà proprio perché il nostro desiderio è quello di smascherare la realtà, togliendo la maschera che tutti indossano. Ma quest’ultima, al contrario delle persone, ha un’identità ben definita, per questo il nome è adeguato per quello che vogliamo fare».

Storia

«Il progetto nasce dall’incontro tra me (Roberto Colella, autore) e Vincenzo Capasso. Insieme pensammo di creare qualcosa in linea con la nostra cultura. Ci consigliarono di partecipare all’Agorà jazz festival e così, due settimane prima dell’evento, decidemmo di mettere su il gruppo. Due prove veloci e ci trovammo a fare il live. La consapevolezza di poter andare avanti te la dà il pubblico, da qui la nostra scelta di partire con il live e non con l’album».

Fonti di ispirazione

«Noi siamo in lutto per la mancanza del maestro dei maestri, Pino Daniele. È impossibile non ricevere la sua eredità, ha spaziato tra vari generi ed ha lasciato un patrimonio testuale che è radicato nella cultura napoletana. Poi ci sono gli ascolti mediterranei, soprattutto con Eugenio Bennato. E poi c’è Shakespeare. Per un esame all’università dovetti studiare le sue opere, i suoi scritti e i suoi studi sui comportamenti umani. Questi ultimi, soprattutto, io li ritrovai precisamente nella cultura napoletana al punto che iniziai a vedere questo immenso scrittore come un napoletano a Londra! Shakespeare mi fece riflettere su Napoli e i napoletani fino a che iniziai a scrivere in dialetto e a studiare tutta l’arte poetica e teatrale della nostra città».

La napoletanità nelle canzoni

«Io mi sento parecchio napoletano. Nella musica ci sta la verità della persona che la fa. Etnico e mistico sono impregnati nelle mura dei vicoli. In questi posti non c’è più bisogno di stereotipare il napoletano anzi c’è la voglia di vedere come questo personaggio è fatto in realtà. È giusto parlare di una Napoli attuale. “Pulecenella” è una canzone che rappresenta proprio questo: una maschera che incarna tutta la negatività di Napoli, dà spazio all’individuo non curandosi della collettività e diventa uno stereotipo che inizia a starci stretto».

Personaggi delle vostre canzoni

«Non ci sono personaggi reali a cui ci ispiriamo, noi li sfruttiamo come veicoli per portare avanti il messaggio della canzone. “La confessione” nasce come un testo nel quale volevo affrontare vari problemi e pensavo a quale persona potesse dire meglio questa cosa. Ho 23 anni, non sarei credibile se queste tematiche le affrontassi io, per questo ho dovuto trovare un tramite che sembrasse inattaccabile. Un prete è una persona (quasi) neutra. Dapprima rappresenta l’indignazione, ma nella parte finale lo riportiamo alla sfera umana per far capire che alla base c’è l’uguaglianza delle persone».

Il realismo, andare oltre la cartolina di Napoli

«La cartolina di Napoli è fantastica… finchè la vedi da Posillipo. Quando si scende nei quartieri, o vai in provincia, ti devi confrontare con una realtà che è molto più feroce. Non è una scelta, il realismo viene da sé. Per come la vivo io, la scrittura, è un momento così intimo che non riesci a fare scelte oppure a costruire qualcosa. Non riesco a scrivere qualcosa in cui non credo».

Testi significativi accompagnati da idee chiare e precise, in contrasto con l’aspetto giovane e spensierato della band, che, a questo punto, si rivela essere solo UNA MASCHERA.

di Savio De Marco

Tratto da Informare n° 141 Gennaio 2015

 

Roberto Colella e Vincenzo Capasso - La Maschera
Roberto Colella e Vincenzo Capasso – La Maschera

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti. Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani. Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.