La Maddalena ad Aversa: un bene culturale, una risorsa, che va a fuoco

Particolare Maddalena

La  necessità di una sana progettualità per salvare l’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria Maddalena.

Nella sera di mercoledì, 12 aprile, purtroppo è successo un fatto gravissimo. E’ andato a fuoco un padiglione dell’ex ospedale psichiatrico Santa Maria Maddalena che si trova ad Aversa. Nell’edificio c’erano ancora delle cartelle cliniche lasciate in un deprecabile stato di incuria. Dalle notizie pervenute, fin ora,risulterebbe che l’incendio sia stato appiccato da un gruppo di ragazzini intrufolatosi nella struttura, ma le cause, in realtà, sono ancora tutte da chiarire…

Il complesso è da più di un ventennio in stato di abbandono; negli anni passati l’intera struttura è stata al centro di alcune iniziative lodevoli, ma anche di numerose mire speculative. La Maddalena è un enorme pezzo di storia, è un bene culturale complesso: è stato il più importante manicomio del meridione d’Italia; è una vasta area di diciassette ettari dove non si riesce o non si vuole, avviare una seria progettualità che abbia come punti cardine il recupero, la valorizzazione, la conservazione della memoria e lo sviluppo diffuso del territorio. E’ una risorsa che se venisse adeguatamente “utilizzata” riuscirebbe a dare vita a una grande fioritura economica, sociale e culturale che interesserebbe l’intero agro aversano. Tale sviluppo sarebbe accompagnato anche dalla creazione di nuovi posti di lavoro e da un netto miglioramento della vita cittadina.

Lodevole in questi anni è stato il lavoro fatto dal centro documentazione e ricerca Real casa dei Matti, dalle varie realtà presenti nell’ex manicomio, dalle associazioni e dai numerosi volontari che si sono stretti con amore intorno alla struttura, mettendo a disposizione non solo il proprio tempo, ma anche le loro competenze e la loro professionalità. Questi soggetti faticano ad essere riconosciuti e oltre ad operare senza alcun aiuto si trovano periodicamente a fare i conti con l’eventualità di essere mandati via da quello che è un grande bene pubblico.

È difficile gestire un’area così vasta, ma non ha senso interdirla a chi spontaneamente la rinvigorisce e cerca di valorizzarla. La zona con il tempo è diventata piazza di spaccio e meta di poveri accattoni. Grazie al costante impegno di chi crede in una riqualifica sana del complesso si sono svolte e si svolgono numerose attività e iniziative di sensibilizzazione. I volontari stanno tentando di  dare a questo luogo intriso di dolore una nuova veste confezionata in nome del benessere sociale e della cultura.  La responsabilità della gestione, del recupero e della riqualifica di  questo grande complesso spetta alle istituzioni quanto ai cittadini.  Nessuno si può girare dall’altra parte.

Periodicamente all’interno della Maddalena si verificano, furti, crolli e atti vandalici: per salvarla bisogna fare presto. Un serio impegno da parte delle istituzioni e una  partecipazione condivisa di enti culturali, associazioni e cittadini è urgente e necessaria per avviare sulla Maddalena, in tempi ragionevoli, una buona progettualità che sappia conservare il passato, migliorare il presente e crescere senza macchia nel futuro.

La memoria è un bene di tutti, e se non viene tutelata scompare.

 

Grazia Martin 
martin.grazia@hotmail.it

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it