LA FORZA DEL SILENZIO

“Autismo – disturbo del comportamento” rara malattia che aggredisce il cervello nelle aree dell’interazione sociale e nelle abilità comunicative. Chi ne viene colpito ha difficoltà nelle comunicazioni, nei rapporti sociali, nelle attività legate al tempo libero e al gioco.

Nel 2008, dopo una serie di incontri tra genitori, ragazzi autistici e operatori del settore, medici e volontari, nasce una compagine nuova, la “Forza del Silenzio” che si pone l’obiettivo di dare servizi specifici e di qualità per la cura di questa malattia. Diventa una realtà in grado di ascoltare, far crescere e dare la possibilità di sostenere i ragazzi colpiti da questo disturbo e le loro famiglie.

A condurre questa grande famiglia vi è ABATE Vincenzo, Assistente Capo della Polizia di Stato in servizio al Tribunale di Napoli Nord, sposato e padre di tre figli, di cui due gemelli affetti da autismo. Coniuga lavoro, famiglia e vita associativa. Questa lui la definisce la sua “Mission”.

Nel 2009, un bene confiscato alla famiglia Schiavone, viene assegnato alla sua Associazione, che provvede alla sua ristrutturazione ed adeguamento degli spazi. Nell’anno successivo esattamente il 1° Luglio 2010, con la nascita del “Centro Sociale per ragazzi autistici” nascono corsi che promuovono attività e progetti di ricerca per bambini, adolescenti e adulti.

Nel 2012 Agrorinasce assegna un altro bene confiscato, con l’obiettivo di creare il Centro Polifunzionale denominato “Global Care”. L’Associazione conta sino ad oggi 120 soci, tra famigliari e operatori, su 100 ragazzi affetti da autismo. Tra i vari progetti portati avanti e’ stato creato un coordinamento delle Associazioni Cooperative.

Una delegazione di questa Associazione è stata ricevuta a Montecitorio dal Presidente della Camera dei Deputati On. Boldrini per l’accensione delle luci blu ed ha partecipato a Napoli in Piazza Plebiscito, in modo più numeroso per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.

Alla domanda “ Le Istituzioni quanto vi sono vicine?”

Abate Vincenzo ha risposto “ sono latitanti perché non hanno le competenze e non hanno la percezione delle problematiche legate all’autismo, eccezion fatta per l’ASL di Caserta, che pone il soggetto autistico al centro dell’intervento che si deve operare nei suoi confronti. A tal fine precisa che sono stati stanziati 300.000 euro per interventi ABA su 40 ragazzi e sono attualmente bloccati.

Alla domanda  “Il sogno nel cassetto?”

Vincenzo risponde “Poter dare la dignità e il rispetto per le persone autistiche “

La strada dell’Associazione e di Raffaella Avella si incrocia esattamente sette anni fa.

Ma chi è Raffaella?

Laureata, sposata, è la mamma di Nicola un bellissimo bambino, autistico, di 12 anni e di un’altra splendida bambina di 15 mesi. Il destino ha voluto che anche la vita professionale si incrociasse con quella privata. Difatti è un’insegnante di sostegno a Roma dove segue un bambino autistico di 13 anni.

Insieme al marito Giovanni ha capito che il loro figlio Nicola aveva delle difficoltà intorno all’età di 18 mesi. Da allora un continuo peregrinare fra ospedali e visite specialistiche, con diagnosi già accertate.

Sette anni fa l’incontro con Abate Vincenzo. Da quel giorno la vita di Nicola è migliorata, notevolmente. Ma tutto ciò non basta, vi è sempre la poca presenza delle Istituzioni, sia previdenziali che scolastiche. Infatti Raffaella rappresenta che ci dovrebbero essere più corsi di formazioni per le insegnanti di sostegno e la quasi totale mancanza di assistenza materiale nelle scuole.

Il sogno nel cassetto di Raffaella è quello di aspettarsi una vita migliore per Nicola, attendere un cambiamento sociale per una maggiore integrazione e che ci siano delle modifiche alle attuale normative assistenziali.

Di Antonino Calopresti

        calopresti.antonino@libero.it