La Confapi Caserta promuove una cabina di regia tra arte, cultura, università, professionisti e istituzioni

foto 4foto9Caserta, giovedì 6 giugno 2014

Agli organi d’informazione

Comunicato stampa

 

“L’innovazione vero strumento per lo sviluppo”

 

La Confapi Caserta promuove una cabina di regia

tra arte, cultura, università, professionisti e istituzioni

 

Cultura, arte e design sono importanti per il territorio, ma non rappresentano l’unica tematica del Progetto PMI System Re-Start che vede ancora una volta la Confapi Caserta al fianco delle imprese in un periodo di grande difficoltà produttiva, economica e finanziaria del territorio casertano. Sono certo elementi fondamentali per la strategia di sviluppo, ma devono fondersi con le realtà del territorio stesso e sfruttarne tutte le sinergie”. Così il presidente della Confapi Caserta Domenico Orabona nell’aprire i lavori della tavola rotonda tenutasi presso la sede dell’associazione in via Redentore. Per Orabona “nello sviluppo del turismo, noi non pensiamo solo alla Reggia di Caserta e alle sue bellezze, ma puntiamo l’attenzione anche alla costa. La Confapi raccoglie circa 150 aziende del settore balneare e il progetto prevede anche un impegno strutturale ed importante sul turismo. Quindi, arte e cultura per lo sviluppo del turismo”.

Ad introdurre i lavori l’architetto Giuseppe Coppola,delegato per la Confapi ai rapporti con le Università e alla valorizzazione turistica del territorio e dei beni culturali. “Questo – ha detto Coppola – è il primo di una serie di incontri su Identità dei luoghi e visibilità internazionale.  Dunque, anche il primo che getta le basi per i prossimi appuntamenti. La nostra è una provincia ricca di emergenze e di creatività. Bisogna ricostruire l’immagine del territorio, questo è il primo passo da compiere”.

            Antonio Diana, presidente dell’Asips, azienda speciale della Camera di Commercio, ha sottolineato: “Sono convinto che l’innovazione è cultura. A valle di questo percorso di crisi le imprese che hanno un futuro sono quelle che possiedono una forte spinta innovativa. Le ricchezze che questo territorio offre vanno assolutamente protette e sviluppate. Per questo l’Asips si propone di avviare un percorso che vuole promuovere il territorio attraverso il suo patrimonio, ma anche le sue eccellenze”. Quindi, l’intervento di Umberto Panarella, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Caserta che ha sottolineato come “le figure dell’architetto e del designer vadano ben oltre la progettazione di edifici e oggetti per interagire con la comprensione e la trascrizione della contemporaneità e come il rapporto tra il cibo e l’arte possa rievocare valori ancestrali”

             Enzo Battarra, esperto di arte contemporanea, che ha aperto una riflessione sulla centralità dell’arte contemporanea in provincia di Caserta negli anni ’70. “Un territorio – ha evidenziato Battarra – va valorizzato non solo per i suoi giacimenti culturali ma anche per i suoi beni immateriali, come la stori, le tradizioni, la narrazione degli eventi”.

             Bruno Saviani, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Caserta e responsabile Internazionalizzazione, Innovazione, Ricerca e Sviluppo, da parte sua, ha lanciato la proposta di una biennale internazionale del design attraverso il coinvolgimento delle scuole di design più importanti in Europa e nel bacino del Mediterraneo, invitando volta per volta un responsabile di ciascuna accademia e un giovane design di grido a trattenersi una settimana nella nostra provincia impegnandoli in attività di workshop per rivisitare e rilanciare su scala internazionale una immagine virtuosa delle nostre realtà. Al tavolo dei relatori anche Marco Petroni, esperto di design: “Viviamo un tempo di grandi trasformazioni e il design può accompagnare queste trasformazioni. In Olanda il design è considerato un asset fondamentale per lo sviluppo e la ripresa economica, ma al centro di tutto c’è la formazione di figure che abbino la capacità di disegnare scenari nuovi, di guardare ai territori come possibili attori di nuove narrazioni dei nostri tempi. Dunque, guardare al territorio come la base per costruire una nuova narrazione”.

I lavori sono stati chiusi dal professore Davide dell’Anno, docente di Imprenditorialità e Strategie di Sviluppo presso il Dipartimento di Economia della Sun e delegato del Rettore per il placement e i rapporti con le imprese. “L’Università crede in questo territorio e cerca di mantenere i rapporti saldi con le istituzioni che, purtroppo, sono sempre poco presenti. Quello di oggi è un vero e proprio seminario di studi per il livello scientifico e culturale degli interventi e per la fortissima componente propositiva e progettuale. E’ necessario trasformare le idee in progetti operativi da sottoporre poi a tutte le istituzioni pubbliche in modo da non disperdere il ricco patrimonio di potenzialità e di intelligenze”. Poi ha aggiunto: “Il vero problema di fondo oggi è che manca una cultura imprenditoriale a partire dai giovani. Fare innovazione è, dunque, importante. Ma importante è anche fare leva sui giovani”.

 

 

 

L’Ufficio Stampa