L’Africa raccontata dai giornalisti

Prestigiosi riconoscimenti al “Premio Città di Salerno”

L’Africa raccontata dai giornalisti

Festa della cultura a Salerno. Personalità del mondo giornalistico e delle istituzioni hanno dato vita  alla settima edizione della manifestazione “premio Città di Salerno” promosso dall’Associazione “i Meridiani” che si è svolta in uno dei locali più affascinanti della MSC “Lirica”. A rendere ancora più emozionante l’evento è stata l’esibizione della Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” diretta dal maestro Maresciallo Capo Marco De Lucia.

 

I cinquant’anni dell’indipendenza dell’Africa: questo il tema del premio. Numerosi i giornalisti che hanno partecipato. Il presidente onorario dell’Associazione “i Meridiani” Alfonso Giarletta ha affermato che il premio “è una straordinaria occasione di prospettiva umana e professionale soprattutto per i giovani giornalisti”. Il presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli ha messo in risalto il valore culturale del premio. Il Direttore Relazioni Esterne Msc Crociere Maurizio Salvi ha dichiarato: «Siamo orgogliosi quest’anno di poter ospitare un premio che ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo di una professione bella e affascinante come quella del giornalista. Il tema scelto per questa edizione -ha aggiunto- sta particolarmente a cuore ad MSC Crociere, che proprio pochi giorni fa ha ripreso i viaggi verso la Tunisia. Unanimi i  consensi delle istituzioni italiane e tunisine. Il nostro obiettivo è quello di contribuire al rilancio dell’economia turistica di comunità tra le  più amate del Mediterraneo».

 

Premi sono stati assegnati a Renato Kizito Sesana, Direttore della rivista Nigrizia, Enrico Varriale, Giornalista Rai, e Pietro Veronese de “La Repubblica”. Consegnate anche targhe alla carriera al colonnello Mario Imparato, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, e al Generale C.A. Rocco Panunzi, Comandante Logistico dell’Esercito Italiano. Una targa al merito per l’editoria a Nico Pirozzi per il suo ultimo lavoro “Traditi. Una storia della Shoah napoletana”.

Sei i giovani giornalisti e reporter premiati con una bella somma di denaro dagli organizzatori del “Premio Città di salerno”: Giuseppe Alviggi, Francesco Serrone, Valentina De Lucia, Mariarosaria Di Cicco, Emanuela De Vita, Raffaele Cappuccio.

 

La manifestazione, a cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito una propria medaglia di rappresentanza, è stata riconosciuta dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e si è avvalsa del patrocino della Regione Campania, della Provincia e dal Comune di Salerno, nonché dell’ANAS, dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. All’incontro sono intervenuti Massimiliano Amato dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania e Giuseppe Blasi della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno.

 

L’evento è stato presentato da Franco Esposito, direttore di Telecolore-canale Sky 849. Molto interessante è stato anche il convegno-dibattito sui 50 anni dall’indipendenza africana. Ha moderato i lavori Enzo Nucci, corrispondente Rai da Nairobi. Gli interventi sono stati di Pino Scaccia, Capo della Redazione Speciali del Tg1, Giuseppe Scanni, Politologo ed esperto in Relazioni Internazionali, Vittorio Dell’Uva, corrispondente di guerra, Pietro Veronese, giornalista di “La Repubblica”, generale C.A. Rocco Panunzi, e Renato Kizito Sesana, missionario colombiano e direttore della rivista “Nigrizia”.

 

Numerosi i temi affrontati. Nel Continente africano si gioca un’importante sfida per il futuro perché, con la Siberia, l’Africa è il più grande giacimento di risorse dell’umanità. Gli studiosi sono convinti che buona parte dello sviluppo in futuro si giocherà in Africa. Con la fine della colonizzazione in molti paesi si è cercato di instaurare dei sistemi democratici con forme di governo molto simili, spesso uguali, ai sistemi dei paesi colonizzatori. Questo processo democratico è stato definito come la seconda indipendenza africana. Il tentativo è stato quello di coniugare mercato e democrazia.
Il continente africano –è stato affermato- resta un paese fortemente legato al ruolo di produttore di materie prime, agricole e minerarie, di cui però non controlla in nessun modo i mercati. L’industrializzazione è bloccata e le produzioni agricole alimentari hanno subito le devastazioni di cicli climatici estremamente sfavorevoli. I problemi odierni nel settore agricolo sono noti: carestie, degrado ambientale, difficoltà nella produzione di beni alimentari necessari alla sussistenza, crisi dei settori per l’esportazione. Basta notare che circa 2/3 della popolazione africana è legata alle attività agricole e pastorali o vive in aree rurali.
Il sottosuolo africano è caratterizzato da una concentrazione di risorse minerarie che lo rendono una delle aree più ricche del mondo. La presenza delle multinazionali è spesso dannosa, in quanto queste tendono a controllare gran parte dei mercati. Da un po’ di  anni si fanno strada due grandi processi: il primo, le riforme economiche che mirano a liberalizzare un sistema economico fortemente controllato dallo stato; il secondo, politico, ossia i processi di democratizzazione e la conseguente transizione verso sistemi multipartitici. Una cosa è certa: l’Africa può contribuire a equilibrare lo sviluppo internazionale, ma bisogna armonizzare i processi democratici.

La manifestazione è stata conclusa dalla Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, che per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha eseguito oltre all’inno di Mameli, un bel fascio di canzoni della tradizione, non solo napoletana, ma di tutte le regioni italiane.

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.