Ivan Piano e la sua “Materia Fotografica”

Ivan Piano
Ivan Piano
Ivan Piano con il magazine Informare

Ivan Piano classe ’75, è nato a Napoli dove vive e lavora, dal 2008 insegna Fotografia Off Camera all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Famoso per le sue mostre personali come Premio Napoli 2016, Metamorphosis Factory nel 2006 e A History of (Work in progress) nel 1998, mentre tra le sue mostre collettive ricordiamo la partecipazione come unico fotografo italiano invitato al Photo Patagonia I Festival Internacional de Fotografìa Analògica y Procesos Alternativos di Rìo Gallegosnel 2016 e le Biennali di Venezia del 2013 e del 2011. Espone in Italia e all’estero regolarmente dal 1996 in musei, gallerie e fiere, privilegiando come mezzo espressivo sia la fotografia che la video arte.

Noi di Informare abbiamo avuto il piacere di incontrarlo al vernissage della sua ultima mostra personale “The Sleep of reason produces monsters” al TRAM di Napoli dal 12 gennaio al 12 Febbraio 2017.

Come nasce l’idea della tua ultima mostra?

«É un omaggio, alquanto giocoso, alla famosa opera di Francisco Goya “Il sonno della ragione genera mostri”. Questi mostri sono i miei vizi e le mie virtù, del mondo privato che mi circonda. Io lavoro con il cosiddetto self portrait, da 21 anni lavoro sulla mia ricerca personale fotografica dell’autoritratto. Da 5 anni ho anche direzionato la fotocamera verso le persone della mia vita e quindi in mostra trovate anche dei ritratti femminili, cioè la mia compagna, infatti non lavorerei mai con una modella, perché essa non fa parte del mio privato. Dal punto di vista tecnico sono stampe tradizionali, avvengono in camera oscura, dal negativo, e sono manipolazioni del negativo, quindi durante lo sviluppo della pellicola intervengo con graffi, bruciature, soluzioni chimiche acide, scotch, polvere e qualsiasi altro tipo di materiale mi dia un risultato visivo abbastanza materico».

Perché artisticamente senti l’esigenza di manipolare il negativo in fase di sviluppo?

«Perché sono, come dice Sabrina Raffaghello, la curatrice delle mie mostre, da sempre ossessionato dall’operare della fotografia dell’800 che lì è il tempo, che ha agito sulle prime fotografie, sui dagherrotipi, sulla stampa all’albume. E quindi ho sempre trovato il desiderio di “riproporre” questa materia fotografica di consumo, anche perché io non amo la cosiddetta perfezione. Una volta mi fu chiesto: “Cos’è per te la fotografia?” Io risposi che è l’imperfezione del fruscio della puntina di un vinile e quindi devo ritrovarlo nelle mie stampe».

Ivan Piano
Ivan Piano “A Silk Summer”

Mi ha colpito l’opera “A silk summer”, come sei arrivato a quel risultato?

«Io non ho uno studio, infatti le ambientazioni delle foto sono casa mia o quella della mia compagna. In quel caso era una sera d’estate, a casa di Angela (la sua compagna, ndr) la misi in posa su uno sgabello del suo pianoforte e le volli fare un omaggio ritraendola in una foto, poichè lei è la mia musa, cioè la mia metà femminile oggi».

Che consigli ai giovani fotografi che si avvicinano alla fotografia artistica?

«Agli allievi, del biennio di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, consiglio sempre di scattare poco, pensare tanto, e investire a 360°. Farsi notare nel mondo delle Arti visive è difficile, però prima o poi i risultati arrivano. Dico di scattare poco, perché si fotografa senza fotografare, meno si fotografa più si arriva al concetto, all’essenza, al contenuto proprio dello scatto».

Il lavoro dell’artista Ivan Piano è sperimentazione, creatività, linguaggio intimo della sua vita e dei suoi affetti, attraverso l’operare della fotografia dell’800′, esprime il suo animo. L’Artista, legato alla fotografia tradizionale della camera oscura, attraverso la manipolazione del negativo ci fa immergere nel suo mondo fatto di stampe all’albume, chimigrammi, soluzioni chimiche acide e interventi materici, in un mondo come quello odierno, caratterizzato dall’immediatezza della fotografia digitale.

di Maria Grazia Scrima
scrima.mariagrazia@gmail.com

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.