Iutubber Diego: «Il mio obiettivo? Diventare uno showman»

iutubber diego laurenti youtube

È una delle webstar del momento. È giovane ed è napoletano. Stiamo parlando di Diego Laurenti, in arte Iutubber Diego. I suoi video sono seguiti e condivisi quotidianamente dai teenager.

Nell’intervista che ha concesso ad Informare, lo youtuber ha raccontato dai suoi inizi e quindi da come nasce un video e quali sono gli argomenti trattati fino agli obiettivi che intende raggiungere, ed ossia diventare un conduttore o showman.

“Iutubber Diego”, così ti chiami sui social. Ci vuoi spiegare come e perchè nasce in te la voglia di diventare uno youtuber?
«In realtà non ho mai avuto la voglia di diventare o essere definito uno “youtuber”. Forse perché ho una concezione di youtuber che non è quella in cui mi rispecchio io. Preferisco definirmi un ragazzo che ha trovato il mezzo giusto per esprimere la propria creatività e il tutto nacque quasi per caso, in un pomeriggio in cui io e un mio caro amico non sapevamo cosa fare. Poi è diventato una vera e propria passione col tempo».

La piattaforma di Youtube è popolata da milioni di youtuber. Quanto è difficile restare “a galla” oggi con questa concorrenza anche in rete?
«La concorrenza in rete è ciò che ti porta al fallimento. In qualsiasi campo la concorrenza è il metodo più veloce per affrontare tutto senza naturalezza. La competizione agonistica, invece, è il carburante che ti spinge a migliorare».

E per stare “a galla” quanta creatività bisogna avere a differenza di un altro “youtuber” e soprattutto in cosa deve consistere questa creatività?
«Un corretto metro di misura per essere autocritici. La creatività è il risultato della verità individuale. Non posso confrontare il mio prodotto con quello di un altro ragazzo che magari vive una realtà diversa dalla mia. Per stare a galla bisogna semplicemente non perdere l’enfasi che si prova nel registrare, montare e pubblicare un video».

Spesso le tematiche sono le stesse che vengono trattate. Secondo te in basi a quali caratteristiche viene seguito uno youtuber piuttosto che un altro?
«Quelle non sono tematiche. Le persone che comunicano online seguono i trend della settimana, quegli argomenti che sono oggetto di discussione per strada, in tv e veicolati dai social in modo da amplificarle. Io non sono un amante dei trend, anche se spesso ne ho cavalcato l’onda, preferisco svegliarmi e cercare l’idea o il concetto che più mi diverte in quel giorno. Il pubblico sceglie ma non lo fa con un criterio specifico, anche perché se fosse un qualcosa di facilmente individuabile saremmo tutti delle eccellenze».

Incide nella scelta di seguire uno youtuber anche il paese di provenienza?
«Il paese di provenienza non deve essere per forza una caratteristica influente. Ognuno sceglie il proprio linguaggio. Io ho preferito parlare napoletano al 50% per mantenere la comunicazione che utilizzo anche nella vita di tutti i giorni. Ritorniamo sempre li: la verità».

Secondo te, i napoletani, o i campani in generale. riescono, tramite la rete, tramite video, a far meglio comprendere, in forma ironica, la realtà in cui viviamo rispetto a youtuber di altre regioni?
«Troppe volte la voglia di essere così patriottici porta a non riuscire ad esprimere a pieno il proprio concetto. Questo è uno dei fattori che bisognerebbe prendere in considerazione prima di cominciare a fare un video. Cosa voglio comunicare? Sono certo che tutti percepiranno il messaggio cosi come lo percepisco io?”. L’esasperazione della verità può risultare buffa e tante volte esorcizzante, ma troppe, troppe volte si valica la soglia dell’ironia e dell’esagerazione sfociando in una brutta rappresentazione del folklore napoletano».

Diego Laurenti con Alessandro Siani
Diego Laurenti con Alessandro Siani

Il popolo della rete vede il video ultimato dello youtuber. Ci vuoi spiegare come nasce un video? Da quale idea di base? Che lavoro c’è?
«Il lavoro principale è quello di trovare il contenuto su cui ironizzare. Nel mio caso ho avuto l’intuizione di prendere di “mira” i neomelodici. Il motivo è che nel mondo della neomelodica vi sono varie fasce di qualità: Troviamo il video girato in un un’unica giornata che sono diretti in un modo cosi buffo che le battute escono automatiche ma è facile imbattersi anche in video che vantano regìe che riescono a trasmettere un messaggio pienamente collegato al testo del brano. Una volta individuato il video non faccio altro che avviare la videocamera e analizzarlo punto per punto per poi tenere le battute che più mi divertono provando ad ascoltare in modo oggettivo. Dopo segue tutto il lavoro di editing in cui sto attento ai tempi comici delle battute provando a capire quale ha bisogno di un crescendo, quale di una risposta immediata».

Hai collaborato anche con esponenti del mondo della televisione. Se ti venisse offerto un lavoro in tv preferiresti lavorare nel piccolo schermo, oppure collaborare con sketch ma da pc?  
«La mia politica è fare una sola cosa ma farla bene. Se mi venisse offerta un’opportunità in cui io poterei essere me stesso senza alcun filtro l’accetterei volentieri. Mi affascina il cinema ma non è il mio principale obiettivo. Mi vedo più come conduttore e showman di uno show pimpante».

Perchè seguire “Iutubber Diego”?
«Perchè tanto è gratis».

In passato c’è stata anche una polemica per quanto riguarda il guadagno dei youtuber su piattaforme. Cosa ne pensi di questa questione?
«È una questione ancora viva e la trovo anche troppo antica. Fare video di intrattenimento sul web è un lavoro vero e proprio e di tempo e costanza ne richiede, forse, più dei lavori più comuni che conosciamo, soprattutto perché il pubblico è in continua evoluzione e stare al passo è davvero complicato. La cosa ancor più triste è che è lo stesso fruitore dei contenuti a far polemica quindi mi è sempre suonato come “Guardo i tuoi quadri perché sono bellissimi, ma non metterci un prezzo che sennò li odio”. Un concetto che risulta, a tratti, pure egoista».

Diego è lo stesso nella realtà virtuale e in quale reale? Qual è, secondo te, il miglior modo per realizzare un buon prodotto da youtuber? 
«La risposta è molto semplice: essere veri è la chiave per fare al meglio sul web. Diego è Diego, durante la registrazione dei video, in famiglia, con la fidanzata, col cane e anche con gli amici».

A cosa ti ispiri principalmente per i tuoi video?
«A tutto ciò che mi piacerebbe vedere se lo stesse facendo qualcun altro. Ho fonti di ispirazioni che mi aiutano a migliorare la mia qualità audio/video da cui cerco di “rubare” trucchi per sentirmi sempre soddisfatto della mia crescita su queste piattaforme».

Se dovessi scegliere uno youtuber, chi preferiresti e per quale motivo?
«Indubbiamente Cane Secco. È un ragazzo romano che è partito sul web ed è stato sempre per me una fonte di ispirazione. È riuscito a creare, insieme ad altri ragazzi, una vera e propria produzione video (La Slim Dogs) che per me è tra le migliori. Adoro il loro spirito durante il lavoro e soprattutto i risultati che portano in quanto lavori prodotti e vlog del loro ambiente di lavoro. Ve li consiglio».

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
«Domani nuovo video, poi si vedrà».

 

di Giovanni Iodice