Italiani, giocatori smemorati: milioni di premi non riscossi che rimangono nelle casse dello Stato. Le somme non ritirate siano destinate ad iniziative benefiche e solidaristiche. Oggi potrebbero essere immediatamente essere destinate per la ricostruzione dell’Emilia per il post terremoto


Quanti italiani affidano le loro fortune in biglietti della lotteria, “gratta e vinci”, superenalotto e scommesse e quanti forse presi dalla foga del gioco per la quantità di giocate, forse per distrazione o semplice dimenticanza smarriscono proprio il ticket fortunato, quello che gli avrebbe potuto cambiare la vita, o quasi, e fanno sì che tutto rimanga nelle casse dello Stato che avidamente e per legge trattiene ogni somma non riscossa.
Perché come tutti dovrebbero sapere, ogni “gioco” dell’azzardo legalizzato dallo Stato ha un preciso regolamento, modi e termini di riscossione che ove non rispettati comportano inevitabilmente che tali somme, spesso ingentissime rimangano a rimpinguare il bilancio nazionale.
Se rimane inascoltato il consiglio di non sperperare più i propri averi o quelli dei propri cari tentando di cambiare la propria vita con la Dea Bendata perché gli italiani appaiono sempre più come un popolo di ammalati “da gioco” soprattutto da quando lo Stato ha intrapreso la cattiva strada dell’incentivazione di giochi, lotterie e scommesse per ripianare il proprio deficit, allora Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita ad una maggiore attenzione e a leggere e conoscere attentamente i regolamenti.
In secondo luogo D’Agata, propone che per legge, tutte le somme non riscosse siano destinate e quindi vincolate per iniziative benefiche e solidaristiche. Oggi potrebbero essere immediatamente destinate per la ricostruzione dell’Emilia per il post terremoto.

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!