Iside a Napoli: riapre al pubblico la collezione egizia del Museo Archelogico Nazionale

Per la gioia degli appassionati e dei turisti, il prossimo 7 ottobre si inaugurerà la Collezione Egiziana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Una raccolta speciale, perché è più antica persino di quella del Louvre e, per importanza, è seconda in Italia solo a quella del Museo Egizio di Torino. A rendere più stimolante l’appuntamento napoletano sarà anche il contemporaneo ritorno della Sezione Epigrafica che gli esperti considerano senza eguali al mondo per le lingue pre-romane dell’Italia meridionale, e che tra le sue chicche ha anche alcune iscrizioni prelevate nell’800 dalle domus pompeiane e delle rare lamine d’oro relative ai culti esoterici orfico-pitagorici.

 

Artefice di quella che si annuncia una giornata storica per l’archeologia è stato innanzitutto il direttore del Mann, l’etruscologo Paolo Giulierini, da un anno a Napoli, il cui ufficio è proprio nel cuore del palazzo cinquecentesco che nel 1615 fu riprogettato per farne il Palazzo dei Regi Studi e poi, nel 1777, fu convertito in museo dal toscano Ferdinando Fuga. La trasformazione fu completata nel 1801 con l’apertura al pubblico della «Real Biblioteca», poi con le Sezioni aperte durante il Decennio francese, e infine con il taglio del nastro del «Real Museo Borbonico», che poi nel 1860 diventerà Museo archeologico nazionale. Quasi ventimila metri quadri di aree espositive che ospitano 250mila opere, ma anche grandi depositi dove sono conservati altri 230mila reperti. Insomma, il più ricco patrimonio di opere d’arte e manufatti d’interesse archeologico e in particolare di antichità romane.

 

Preceduto da alcuni importanti appuntamenti come la mostra negli Scavi di Pompei e dalla recente inaugurazione della Sala dei Culti orientali, la magia delle Piramidi ritornerà visibile e fruibile nella sua storica dimora a partire dall’8 ottobre. Grazie alla collaborazione del Museo Egizio di Torino, dopo sei anni verrà inaugurata la nuova Collezione Egizia, 2500 opere in parte di epoca pre-napoleonica provenienti da raccolte private come la Borgia e la Picchianti.  Tra le tante meraviglie si fanno notare i sarcofagi appena restaurati, il Naoforo della Collezione Farnese, la cosiddetta Dama napoletana e gli oggetti sacri dei santuari di Iside. Il tutto diviso per temi: Uomini e Faraoni, La tomba e il corredo funerario, La mummificazione, Il mondo magico e religioso, La scrittura, i Mestieri e l’Egitto in Campania.

Ce n’è abbastanza per considerarla una buona notizia per i campani che amano l’arte e la storia come per i tutti i turisti che vogliono andare alla scoperta dei tesori di Napoli.

di Antonino Calopresti