Ivan Granatino: «Napoli, non siamo solo camorra e immondizia»

Ivan Granatino

È recente la pubblicazione dell’ultimo album di Ivan Granatino, dal titolo “Ingranaggi

Il lavoro discografico arriva a due anni di distanza dal precedente. Diciassette le tracce in cui il giovane artista aversano ha dato il meglio di sé, spaziando dal pop a brani con accento di elettronica e rap. Molto seguito sui social e nei live, Ivan ha cominciato da giovanissimo la sua carriera musicale. Importante è stata anche la sua collaborazione con Franco Ricciardi, Clementino, Luchè. Non soltanto live ed album, è stato anche partecipante, nel 2014, all’edizione del programma televisivo “The Voice of Italy”, dove si è fatto apprezzare per la sua bravura artistica. Ed è proprio dei talent e del recente album “Ingranaggi” che Ivan Granatino ha parlato nell’intervista che ci ha concesso.

Da qualche mese sei tornato alla ribalta con l’album “Ingranaggi”. Perché la scelta di questo titolo? Cosa rappresenta per te? 
«Aldilà che ho giocato con il mio cognome, ma gli ingranaggi rappresentano la vita, il tempo e i tanti viaggi che mi sono fatto per ottenere quello che ho costruito finora, ecco perché ingranaggi».

“Ingranaggi” progetto che nasce con un’etichetta indipendente. Quanto è stato importante far uscire un album con una propria etichetta?
«Tantissimo, non mi sono mai sentito più libero da quando ho iniziato a scrivere canzoni. Grazie alla mia etichetta ho avuto la possibilità di ispirarmi come volevo».

Tra i brani dell’album c’è: “Napoli Allucca” e “L’Addore forte d’o mare”. Visioni della città partenopea dalle diverse sfaccettature. Che Napoli hai voluto raccontare e descrivere nell’album?
«La Napoli vera quella che vivo quotidianamente. “Napule Allucca” è un grido contro il razzismo che c’è tuttora sulla nostra città e sul sud in generale. Ho cercato di raccontare che non siamo solo camorra e immondizia, ma siamo un popolo che può e vuole dare ancora tanta positività. Basta, spegniamo questi stereotipi negativi che vengono alla luce ogni volta che si parla di Napoli».

Giovane e già hai avuto successo. Un esempio per i giovani partenopei e non solo. Secondo te cosa ti lega in questo modo ai tuoi fan? Che rapporto hai con loro?
«Il consiglio è quello di lavorare tanto sui propri sogni darci dentro e non arrendersi mai. Il rapporto con i miei supporter è vero, amicale. Faccio sempre il meglio per loro e cerco di non deluderli mai perché credono in me ed io voglio dargli tantissime soddisfazioni».

Nel corso degli album pubblicati, quanto e in cosa è cambiato lo stile musicale di Ivan Granatino?
«Per tanti tanto, per me no sono sempre stato me stesso. Il mio non è un genere chiarissimo perché amo così tanto la musica che mi piace spaziare tantissimo e toccare tutte le influenze che mi arrivano. Mi definisco un “crossover”, un solo mood mi annoia. È proprio questa la mia caratteristica».

Hai partecipato a “The Voice of Italy”. Cosa pensi dei talent show? Pensi siano utili per i giovani artisti che vogliono far ascoltare i propri brani oppure consigli la classica gavetta?
«Sì. Oggi o scegli la rete o il talent, non c’è altra spiaggia».

Ivan Granatino, dopo la pubblicazione dell’album, sta continuando a riscuotere successo. Qual è la tua meta adesso?
«Non ho una meta, la mia ambizione è di riuscire a vivere di questo per tutta la vita quindi sono abituato a guardare il bicchiere mezzo pieno sono felice e soddisfatto di tutto ciò che sto facendo. Il futuro sarà bellissimo ho una famiglia che mi regala il sorriso su ogni giorno che nasce». 

di Giovanni Iodice