L’ombra del business dei rifiuti e delle politiche di “emergenze” dietro i roghi degli ultimi giorni

Nell’ultimo mese in Campania abbiamo assistito ad un’escalation di roghi che hanno raggiunto il culmine nelle giornate a ridosso del ferragosto, approfittando forse del fatto che la maggioranza delle persone in questi giorni era intenta a svagarsi per  staccare un pò la spina dai problemi del vivere quotidiano, e, quindi, anche poco incline ad indignarsi, almeno per qualche ora. Agosto invece si conferma, ancora una volta il mese in cui l’attenzione deve essere ancora più vigile rispetto agli altri mesi dell’anno, perchè i malintenzionati aspettano che si abbassi la guardia per inferire i loro fendenti.

E’ di ieri sera l’ultimo rogo che ha interessato la Kleiner, una fabbrica di vernici situata nella zona industriale di Acerra. Le persone presenti sul luogo hanno descritto un fuoco che cambiava continuamente colore.

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Ma un rogo altrettanto spaventoso aveva interessato Torre del Greco nel pomeriggio di Ferragosto, in questo caso ad andare in fiamme è stato un deposito giudiziario dove venivano conservate le auto sequestrate.

 

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Lo scenario che rimane di questo luogo è apocalittico, come si può ben vedere dall’immagine sottostante.

 

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Il 18 luglio scorso ancora un altro incendio di immani dimensioni aveva interessato il campo rom situato tra Afragola e Casalnuovo.

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Ce ne sono tanti altri, Giugliano, Secondigliano, ecc. ecc.

Per tutti questi roghi si è ipotizzato il dolo. Ma chi ne trae interesse da un disastro del genere? E, soprattutto, chi ne paga le colpe di questo “Chernobyl” campano?

Le colpe saranno pagate dagli uomini, dalle donne e, soprattutto, dai bambini che abitano queste zone e quelle limitrofe, perchè non bisogna dimenticare che le nubi fumogene vengono spostate dal vento e le sostanze carbonizzate possono arrivare anche molto lontano dal luogo dell’incendio e questo significa innanzitutto inalarle e poi le stesse si andranno a depositare sui terreni che un tempo erano il volano dell’ economia campana.

Per avvelenarci tutti in questa enorme camera a gas che sta diventando la regione Campania è evidente che ci deve essere alla base un interesse molto alto. Da qualche decennio infatti il volano dell’economia è diventato il business dei rifiuti. In effetti molti Paesi civili  riescono a trarne benefici ma mentre essi lo fanno in modo collettivo traendone vantaggi per l’intera popolazione sia in termini economici che di salute, qui in Campania siamo ostaggio di un sistema di connivenze, silenzi ed omissioni, alimentato dalla politica delle “emergenze”. Roghi di queste portate, producono rifiuti speciali che fanno lievitare notevolmente i costi per la rimozione degli stessi, inoltre, questi siti dove si sono verificati i roghi, andranno bonificati dalle amministrazioni “in emergenza” e si sa che quando c’è un’emergenza non si va troppo per il sottile, alcune norme si possono anche tralasciare.

Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it