L’ON. SGAMBATO STIGMATIZZA LE PAROLE DI RONDOLINO E CHIEDE L’INTERVENTO DEL PD

L’On. Camilla Sgambato esprime il proprio dissenso nei confronti dell’editorialista dell’Unità, Rondolino, che nei giorni scorsi aveva usato parole irrispettose nei confronti dei docenti che a Napoli avevano manifestato chiedendo la trasparenza sulle operazioni di mobilità.
Rondolino aveva espresso il suo pensiero in 3 post:

“I precari assunti senza concorso che non vogliono lasciare il quartiere possono sempre dimettersi, o il governo li obbliga al posto fisso?”

“Se gli insegnanti del Sud che urlano in tv conoscessero l’italiano, almeno capiremmo che vogliono”.

“Per i nostri insegnanti precari essere assunti a tempo indeterminato – cioè avere tredici stipendi all’anno per quattro ore di lavoro al giorno, tre mesi di vacanza, l’assistenza sanitaria, la pensione e il diritto a non essere licenziati – e doversi spostare da casa è un’offesa, un affronto, addirittura (mi vergogno a scriverlo) una “deportazione”.

Di seguito il comunicato dell’On. Camilla Sgambato

TWEET OFFENSIVO DI RONDOLINO SUGLI INSEGNANTI DEL SUD, SGAMBATO STIGMATIZZA LE PAROLE E CHIEDE INTERVENTO DEL PD. 
Appena Fabrizio Rondolino apre bocca, un elettore del Pd si sposta verso altre forze politiche. 
Le sue parole sui docenti sono spesso indecenti, quelle espresse oggi contro gli insegnanti meridionali addirittura vomitevoli”.
È il commento dell’On. Camilla Sgambato alle parole utilizzate su Twitter dal giornalista de L’Unità.
Forse dovrebbe chiedere scusa, ma siccome il soggetto è geneticamente incapace di mostrare imbarazzo o senso del limite, forse dovremmo essere noi ad evitare di dare tanto spazio a personaggi come questi. 
In un momento così difficile per il Partito e per il Governo rispetto al tema scuola, con queste parole così stupide si compromette il grande lavoro che in questi giorni stiamo svolgendo per sostenere il progetto di riforma de la buona scuola”, riflette la parlamentare del Pd che poi chiosa:
Mi auguro che i vertici del partito intervengano per censurare immediatamente le ignobili parole del sedicente giornalista. 
Parole intrise di razzismo, luoghi comuni e mancanza di rispetto della dignità delle persone non hanno mai fatto parte del DNA del Partito Democratico e non possono, quindi, essere pronunciate da chi scrive su un giornale come L’Unità”.