Mondragone – Il patto etico di Mario Fusco

 

Nella serata di ieri, presso il Museo Civico Biagio Greco di Mondragone,  Mario Fusco ha illustrato le sue idee per riuscire ad intravedere un punto di ripartenza per la città.

Si è trattato di un incontro preparatorio in vista di una possibile assunzione di responsabilità relativamente alle scelte che i vari attori politici riterranno opportuno fare in vista delle prossime elezioni amministrative dell’anno a venire.

Dopo i saluti iniziali ed il sentito ricordo di Antonio Taglialatela, recentemente scomparso, parte l’invettiva di Mario Fusco contro un’amministrazione ormai giunta al giro di boa e contro un Sindaco definito “taglianastro” che predilige le inaugurazioni piuttosto che confrontarsi con la sua città alla quale ancora deve spiegare i motivi di un ribaltone che ha, di fatto,  tradito il mandato conferitogli dai suoi elettori.

L’impegno per costruire una “città felice” non può prescindere dalla conoscenza della storia della stessa e delle cause che ne hanno determinato lo stato di malessere attuale. Una città colpita dall’afflusso degli sfollati del terremoto e del bradisismo e colpita poi duramente dalla criminalità.

Il patto si articola in cinque punti e sarà parte integrante e sostanziale del programma di governo della citta:

I consiglieri eletti si vincoleranno automaticamente al mandato nel rispetto della volontà popolare;

Il Sindaco si dedicherà esclusivamente al governo della città escludendo qualsiasi candidatura per altre competizioni elettorali  e rinuncerà a qualsiasi altra carica partitica;

Il Sindaco e la coalizione che lo sostiene sono tenuti a presentare la propria Giunta entro la prima settimana della fase di ballottaggio;

Lotta agli sprechi attraverso l’eliminazione di patrocini inutili i quali andranno programmati e non serviranno più per alimentare il clientelismo;

Rinuncia almeno al 50% dei gettoni di presenza e delle indennità con destinazione ad opere di interesse pubblico.

Tra gli obiettivi di programma: bonifica della “Cantarella”, emergenza rifiuti, impianto di depurazione ed abbattimento dei “Palazzi Cirio”, definito “dormitorio della campagne casertane”, attraverso un programma di edilizia residenziale sociale che consentirebbe di spalmare su tutta la città la presenza di stranieri.

Foto di Tonino Taglialatela.

 

Mina Iazzetta

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