Walter Lazzarin – Lo scrittore per strada fa tappa a Napoli e Caserta.

In un pomeriggio qualunque, di una qualsiasi giornata fatta di mille impegni e mille immagini che passano davanti agli occhi senza lasciare traccia, provate ad immaginare un uomo, dall’aspetto curato e dall’aria intellettuale, seduto su una coperta per strada, in una delle vie della vostra città, mentre le sue dita battono veloci sui tasti della sua Olivetti. Provate a ricordare il ticchettio di questo suono ormai quasi dimenticato mentre il foglio bianco si riempie di parole. Penserete increduli “cosa ci fa uno scrittore per strada?”.

L’innovativa proposta culturale di Walter Lazzarin, scrittore per strada, si basa sul contatto diretto tra scrittore e lettore, in questo caso un semplice passante che magari non legge da anni e non entra in una libreria da secoli.

In un’epoca in cui gli scrittori si fanno spazio nel mondo dell’editoria postando sul web il proprio lavoro, lui ha deciso di andare controcorrente.

Walter Lazzarin è un ragazzo padovano di 33 anni con una laurea in Economia e un’altra in Filosofia, di professione è un insegnante precario di Storia, Filosofia e Italiano. Dopo aver insegnato per quattro anni in una scuola privata di Rovigo, arriva di colpo la svolta: dall’incipit di quello che doveva essere un romanzo prende vita il suo ambizioso progetto itinerante, Scrittore per strada. Il protagonista del suo libro vendeva libri porta a porta e le ricerche che hanno accompagnato l’autore durante la stesura (“quanti libri deve vendere al giorno per far quadrare i conti?”) lo hanno portato, infine, a chiedersi: «Ma perché delegare ad un personaggio?». Così Walter, diviso tra precariato e routine, molla tutto per buttarsi in questa avventura. A luglio pubblica con l’editore occasionale Red Fox, Il drago non si droga, suo terzo romanzo, e decide di promuoverlo in questa maniera molto particolare, girando le strade e le piazze d’Italia per far conoscere la propria opera ma anche per realizzare il sogno di riavvicinare gli italiani alla narrativa trasmettendo l’idea che leggere è un piacere.

Walter è convinto che il suo libro possa piacere a molti ma sa che il problema è arrivare a quei molti, e, mettendo insieme due sue passioni, la scrittura e i viaggi, decide di andare lui stesso a trovare i suoi lettori.

Ad ottobre, mette la sua vecchia macchina da scrivere in una valigia azzurra, riempie il suo zaino di alcune copie del suo romanzo e da Rovigo parte per girare l’Italia.

Si mescola con la vita delle piazze e delle strade. Siede sul marciapiede e scrive tautogrammi, componimenti nei quali tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale. Il ticchettio attira i passanti, che se ne vedono regalare uno ed è così che si conquista la fiducia dei suoi lettori, spesso anche bambini.

I passanti ne restano affascinati. Ci sono bambini che, dopo aver incrociato Walter, hanno chiesto ai propri genitori, di tirare giù dalle soffitte le macchine da scrivere degli anni Settanta e hanno iniziato a scrivere tautogrammi. Ed è proprio un bambino il protagonista del suo ultimo romanzo Il drago non si droga.

Giacomo è così arrabbiato con la mamma da decidere di scappare di casa con il suo drago di peluche. Di notte, raggiunge i giardini pubblici e incontra un gruppo di ragazzi: sono quelli che la mamma chiama “i drogati”. Tra loro c’è una persona che lo riconosce: è suo padre, il padre che Giacomo non hai mai potuto conoscere prima. I due si avvicinano e si crea un’intesa. Per recuperare il tempo perso, partono insieme per una gita in macchina. La mamma, nel frattempo, si sveglia e trova il letto del figlio vuoto. Chiama la polizia, e iniziano perciò le ricerche. È un romanzo di formazione, un racconto di fughe e ritrovamenti. In cui si ride, ma a volte no.

Un romanzo che forse, se non si imponesse come fa sulla strada, farebbe fatica a essere trovato da potenziali lettori. “Quello che mi ha sorpreso di più – dice Walter – è stato riuscire a vendere il libro a gente che mi ha confessato di non leggere più o di non entrare da anni in libreria: lettori che quasi sicuramente non avrebbero comprato online, su Amazon e simili”.

Di Walter e del suo progetto hanno parlato programmi televisivi e giornali regionali e nazionali eppure la popolarità, non ha montato la testa a “quel tipo con la Olivetti”. La sua avventura la potete seguire su Scrittoreperstrada.blogspot.it. Chi vuole che lo scrittore visiti la sua città, può scrivergli direttamente, la mail è sul blog.

Walter Lazzarin sarà alla Reggia di Caserta nel pomeriggio, subito dopo pranzo mentre sabato e domenica si posizionerà per le strade di Napoli, in via Scarlatti.

Di seguito uno dei suoi tautogrammi:

Tautogramma con la C

Il racconto

Cara Crusca,
ci correggevi, ci consigliavi, ci coccolavi culturalmente chiosando con chiarezza. Ci confrontavamo, chiacchieravamo come certe coppie collaudate che condividono centomila confidenze.
Cosa combini?
“Cercare” che caratteristiche comuni conta con “cerchiare”? Concettualmente cozzano, circa. Ciononostante contengono congiuntivi coincidenti.
Considera cosa consegue comandando:
– Conviene che cerchiate chiunque commetta crimini.
Cosa cavolo converrebbe? Contrassegnare colpevoli consumando condanne comiche come certe commedie?
– Coraggio cara, cerchiamoci casa.
– Cioè?
– Consolidiamo confini col cortile circolare.
Capirai che certe corbellerie ci causano crucci conoscitivi: creano contraddizioni, confusione cerebrale, caos.
Curati Crusca, così corrisponderemo come consuetudine. Credimi che consultarti coincide col… copulare. Cambia congiuntivi, carezzami caratterizzandoli.
Ciao.

 

Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it