Fermo – Non si può pensare di combattere il razzismo alimentando l’odio!

FERMO – Oggi pomeriggio nel Duomo ci saranno i funerali di Emmanuel, il nigeriano INGIUSTAMENTE e BARBARAMENTE ucciso per la sola colpa di aver difeso la compagna, insultata da un italiano, Amedeo Mancini, con l’appellativo di “scimmia”.

Le più alte cariche dello Stato hanno annunciato la propria presenza ai funerali.

A nome del Governo, saranno a Fermo, la terza carica dello Stato, la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la ministra Maria Elena Boschi, la quale, per poter essere a Fermo ha dovuto fare un cambio di programma, non sarà quindi a Piacenza alla Festa dell’Unità.

Anche il premier Matteo Renzi in conferenza stampa al vertice Nato ha fatto sentire la sua voce in merito: “C’è bisogno di combattere l’odio a tutti i livelli. L’odio, a volte, parte dalle forme più banali, piccole, dei social, dal rifiuto dell’altro, e in alcuni casi arriva alla violenza vera e propria. Questo è l’odio di chi a Dacca uccide i nostri connazionali perché non sanno il Corano, e fa venire i brividi, ma anche del cecchino a Dallas e di chi, estremista, uccide un ragazzo di colore scappato da Boko Haram nelle Marche.”

Nessun rappresentante dello Stato italiano ha, invece, partecipato al funerali dei 10 italiani, (NB: 10 e non nove in quanto anche il bimbo in grembo è una vittima) torturati e mutilati  in Bangladesh, INGIUSTAMENTE e BARBARAMENTE uccisi solo perché italiani e cristiani.

Di sicuro non è con la disuguaglianza che si può combattere il razzismo e l’odio.

La presenza dello Stato a Fermo, in questo caso, appare poco opportuna proprio nei confronti del povero Emmanuel perchè, così facendo, si va ad alimentare quello stesso odio che si tenta di combattere e che è stato all’origine della sua morte.

Mina Iazzetta

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