IL RICORDO DI PIER PAOLO PASOLINI A 40 ANNI DALLA MORTE

Pasolini

Il 2 Novembre 2015 saranno quarant’anni esatti da che Pier Paolo Pasolinifu assassinato, lasciando questo paese orfano di una voce importante, inquietante, suggestiva, visionaria ed altra.Una voce, soprattutto, insostituibile per lucidità ed acutezza di analisi.Ed insostituibile ed insostituita è a tutt’oggi, in un paese omologato e conformista oltre misura, non solo per sua intima natura ma per intolleranza profonda nei confronti di chi, omologazione e conformismo, li ha sempre identificati come malattie pericolose e in alcuni casi mortali.

In onore di uomo così complesso come Pasolini .La compagnia Virus Teatrali, da sempre attenta alle voci disturbanti ed analitiche del mondo della cultura italiana ed internazionale, intende rendere omaggio alla figura di Pier Paolo Pasolini e a una raccolta di suoi articoli giornalistici pubblicati sui maggiori quotidiani italiani nei tre anni circa precedenti il suo brutale assassinio, ovvero i meglio conosciuti ‘Scritti Corsari’, da noi indicati qui come ‘Scritti (ancora) Corsari’.

Coordinati da Giovanni Meola, 25 attori-lettori faranno risuonare le sue parole in tre location differenti all’interno del Complesso di San Domenico Maggiore, ovvero la Sala del Capitolo e due ali del Chiostro, dalle 20 a mezzanotte circa.

Il tutto, in collaborazione con l’Ass.to alla Cultura e a al Tursimo del Comune di Napoli all’interno della manifestazione ‘Vivi Nel Ricordo’ che, dal 31 Ottobre all’8 Novembre 2015, propone una serie di manifestazioni per ricordare Pasolini ma anche per commemorare la contemporanea festa dei morti.

In collaborazione inoltre con la Fondazione Guviden Cultura che ci ospita all’interno della struttura del Complesso San Domenico che essa stessa gestisce.Per finire, l’iniziativa ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e Turismo

Di conformismo si muore, di omologazione ci si ammala.Pasolini non aveva remore a dirlo, a urlarlo.Ha pagato in vita e con la perdita della vita.Ma il corpus del suo pensiero, delle sue provocazioni, delle sue visioni, dei suoi errori e delle sue intuizioni micidiali, dei suoi j’accuse e delle sue tenerezze, continua a vivere e a diffondersi, continua a provocare domande, dubbi, indignazioni, pensieri e azioni.

Far risuonare alte quelle parole, quei ragionamenti, quelle visioni sulla società italiana, i suoi limiti e le sue malattie, evidenti o striscianti, dovrebbe essere un imperativo per chi, come noi, lavora su temi, parole, sensazioni e contenuti legati ai nostri tempi.

Leggendo quegli articoli si ha come la sensazione che siano stati scritti pensando a noi, ai nostri tempi, ai nostri momenti.Certo, persone ed avvenimenti sono diversi, il mondo è cambiato, molto si è trasformatoma le analisi di Pasolini sono ancora lì a campeggiare, urticanti, intelligenti, in anticipo sui tempi, come se il suo terzo occhio fosse arrivato fino ad oggi (e forse anche oltre) per raccontare e descrivere difetti e pochezze dell’italica gente.

Gli Scritti sono ancora Corsari, oggi.E degli Scritti, ancora Corsari, oggi abbiamo bisogno per imparare e ricordare chi eravamo, come eravamo e perché siamo diventati quello che Pasolini, in moltissimi casi,aveva pre-visto con la sensibilità di un intellettualeche sapeva anche senza avere le prove di ciò che sapeva

Martina Giugliano

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.