Il Presidente De Luca e il sentimento monarchico dei Napoletani

vincenzo-de-lucaL’argomento principe sbandierato dai sostenitori di De Luca è che questi abbia bene amministrato la città di Salerno. Sarà anche vero, ma Salerno non è diventata Salisburgo e poi, restando in Campania, Salerno non presenta le problematicità di una città come Napoli. Insomma: fare male a Salerno non sarebbe stato impossibile ma aver fatto bene non ha niente di miracoloso.

L’altro motivo, a volte sottaciuto, a volte affermato con vigore, è di natura più psicologica: De Luca piace perché appare deciso e sicuro di sé. Il suo atteggiamento, duro e un po’ paternalistico, ha giocato un ruolo non secondario nella costruzione del consenso elettorale. L’arroganza che a volte mostra è percepita dai suoi fan come qualità anziché come limite della sua personalità e della sua azione politica.

Le figure autoritarie hanno sempre esercitato un notevole fascino sulle masse segnate da lungo retaggio servile, poco avvezze alla democrazia e all’autodeterminazione. È un dato di fatto che i Napoletani, come un po’ tutti i Meridionali, hanno sempre manifestato un forte sentimento monarchico.

Come si coniughi poi l’ostentato disinteresse per il bene comune (corollario del disprezzo per il prossimo) con l’innamoramento per una persona che parla dal “suo balcone colmo di certezze” (C. E. Gadda), è ancora materia per psicoanalisti.

Di tale paradosso è emblematico l’attonito silenzio che segue quando a chi mi invita a considerare i vantaggi e la necessità della dittatura replico: “Si, ma la mia e solo la mia!”

 

Gaspare Bisceglia