IL PREFETTO ANNULLA PARZIALMENTE L’ATTO DI NASCITA DI RUBEN, IL BIMBO CON DUE MADRI

Lo scorso 30 settembre Ruben, sino ad allora apolide, aveva finalmente una cittadinanza e due genitori.
L’Ufficio Stato civile del Comune di Napoli ha registrato l’atto di nascita del piccolo, riconosciuto legalmente cittadino italiano. Daniela Conte, napoletana, e Marta Loi, di origini sarde, si sono sposate in Spagna, dove vivono da molti anni, il 17 luglio 2015 e oggi risultano rispettivamente madre biologica e padre, poiché i moduli italiani non prevedono una più generica dicitura ‘genitore’ (clicca qui per leggere il mio articolo del 13 ottobre).

Sul ‘caso Ruben’, però, si solleva un dibattito.
Il prefetto Gerarda Maria Pantalone chiede al sindaco di Napoli la documentazione completa, da esaminare di concerto con il Ministero dell’Interno e il 28 ottobre gli invia una diffida per annullare parzialmente l’atto di nascita del piccolo Ruben. Dopo meno di due settimane di approfondimento, e a seguito della recente sentenza del Consiglio di Stato che boccia la trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero, il prefetto Pantalone precisa che gli errori da correggere sono due. Il primo è il doppio cognome: Ruben è stato registrato con entrambi i cognomi, quindi come Conte Loi, mentre in Italia è consentito avere solo un cognome, quello del padre o quello della madre. Il secondo è che in Italia il padre è solo di sesso maschile, pertanto non può risultare il nome di una donna nella sezione ‘padre’.
Invita dunque il sindaco a modificare l’atto, trascrivendo come genitore di Ruben solo Daniela Conte, sua madre biologica. Tale cancellazione naturalmente annulla ogni diritto ed ogni relazione parentale dell’altra madre. La Prefettura precisa pure che ‘non c’è alcuna proroga concessa al sindaco’, diversamente da quanto fatto sapere da fonti dell’Ufficio Stampa del Comune. De Magistris, confrontatosi ripetutamente con il prefetto, ribadisce la sua volontà a non dar seguito alla richiesta di modifica dell’atto di nascita di Ruben. I 7 giorni di tempo concessi dalla prefettura sono scaduti mercoledì 4 novembre e quindi ieri mattina, 5 novembre, il prefetto ha proceduto d’ufficio, inviando al Comune una ‘correzione formale’ dell’estratto di nascita di Ruben. Con tale atto al piccolo viene riconosciuta la cittadinanza italiana, ma risulta essere figlio solo della madre biologica. Per valere come atto definitivo il decreto del prefetto deve essere allegato al primo estratto di nascita, ma Luigi de Magistris ha già preannunciato battaglia legale. Intendendo presentare ricorso al Tar Campania, dichiara: “C’è questa situazione perché il legislatore non ha il coraggio e la voglia di legiferare sui diritti. Io credo che il diritto debba aiutare i processi di riconoscimento di diritti a chi non li ha. Questo bambino è nato per amore e per un fatto un po’ di bigottismo, un po’ di pressappochismo e un po’ di legalitarismo incostituzionale non gli si riconosce un diritto. Noi abbiamo colmato una lacuna e abbiamo la coscienza a posto perché abbiamo fatto un atto giusto”.

Qualsiasi sarà l’epilogo, una cosa è sicura, Ruben riceverà amore come tra i più fortunati dei bambini.

 

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Barbara Giardiello