Il peggior Napoli dell’era Benitez: 3-1, fuori dalla Champions e disastro al San Mames

C_4_articolo_2064858__ImageGallery__imageGalleryItem_17_image La tensione posata sui nervi, quel gioco improduttivo ed una mai emersa convinzione d’essere più forti. Mancanza di freddezza e lucidità: lo sa bene il Napoli che, nella partita più importante, ha dimenticato di saper giocare a pallone. Note stonatissime gli azzurri, eccetto pochissimi, al San Mames, teatro di un spettacolo che in Italia lo si può solo sognare. Lì ideano, progettano e costruiscono: qui si chiede ancora la proroga di un anno al Comune con la minaccia di andare a giocare al Barbera. C’è un gap enorme nella mentalità e nel concepire il gioco del calcio.


L’ILLUSIONE & IL DISASTRO-
Napoli maldestro: sbaglia tutto ciò che c’era da sbagliare. La tattica imperfetta, i limiti di alcuni, le prestazioni sottotono di Callejon e Mertens che dovrebbero essere tra gli iniziatori di ogni azione, la solitudine e il nervosismo di Higuain e troppe disattenzioni difensive che sono costate molto care. I 3 gol subiti sono frutto di episodi in cui il Napoli è inciampato in sfortuna, furbizia dell’avversario e limiti propri. Il gol di Hamsik rappresenta per i baschi la chiave della partita dove scuotersi e reagire; per il Napoli invece non è altro che una brutta illusione ancora indigesta.      Gurpegi, ai limiti della regolarità, cinge la gola a Maggio che si schianta, nel tentativo di recuperare Aduriz, perso sugli sviluppi del corner, sul blocco formato dal difensore basco e da Britos, che immobile assiste a quanto accade senza scalare l’uomo e cercare di C_4_articolo_2064858__ImageGallery__imageGalleryItem_18_imageintervenire in tackle. È un pick and roll efficacissimo e letale: il pareggio dà la carica all’Athletic Bilbao. Poco dopo, ancora Aduriz annusa una palla che potrebbe insidiare Albiol e Rafael: nessuno dei 2 riesce ad allontanare il pallone e l’attaccante basco non fatica a rubarlo ed appoggiarlo in rete. Basterebbe un gol ma il Napoli in campo non c’è e non reagisce come una grande squadra saprebbe fare. Il terzo gol basco arriva su un clamoroso errore di valutazione di guardalinee ed arbitro che permettono ad Aduriz di disturbare l’azione nonostante fosse in fuorigioco, lasciando poi spazio al tiro del KO di Gomez.

CITTA’ DELUSA, TUTTI SOTTO ACCUSA– Insomma, è emersa una discontinuità psicologica e forti limiti nella convinzione e nel tentativo di reazione. Sono fattori preoccupanti che costringono il Napoli a “retrocedere” in Europa League. Società, Benitez e calciatori hanno non poco da pensarci. La città è delusa da tutto: la Champions era l’obiettivo minimo, il calciomercato sterile e la rabbia di non poter ambire mai a grandi vittorie.

AMBIZIONI– Lo scudetto è il primo obiettivo della stagione e quest’anno il Napoli dovrà provarci fino in fondo. L’Europa League vale la pena di giocarla solo se la si affronta per vincere e andare avanti nella competizione che permetterebbe al ranking di rifiatare e al Napoli di conquistare un trofeo europeo. Sfumano così fior di quattrini che stamattina sono sul conto in banca di Agnelli e Pallotta.

20140827_77237_NO-TEXT778DISASTRO– Per Benitez uscire dalla Champions non sarebbe stata una tragedia. La verità è che lo è: la stagione parte con uno scottante fallimento ed è un disastro e la città ne è consapevole. Bisogna ripartire da qui, dalla terra bruciata di una notte da dimenticare.

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!