Il pagellone azzurro

Il Napoli non va oltre il pare70c7109211c38fc6634694c9cf4355a3-kIdC--350x180@IlSecoloXIXWEBggio al San Paolo contro la Sampdoria, in una rocambolesca partita il cui copione sembrava già scritto dopo la doppietta del Pipita nel primo tempo, ma poi nel giro di un minuto (59′) i blucerchiati pareggiano i conti con un doppio Eder, bestia nera del Napoli.

Reina: 6.5 Sempre pronto e reattivo il portierone azzurro, che evita quella che sarebbe stata una clamorosa debacle per il Napoli, con un’ incredibile risposta al tiro destinato sotto l’ incrocio di Muriel.

Albiol: 4. Riesce a trasformare una prestazione eccezionale, a tratti perfetta, in una partita deludente. Commette una pazzesca ingenuità in aria di rigore, in un intervento che definire azzardato è un eufemismo, e poi si fa sedere a terra dalle finte di Eder.  Un giocatore della sua esperienza non può permettersi simili uscite.

Koulibaly: 6.5 Molto bene la prima partita stagionale del francese. Anticipa, si propone, tiene la posizione e prova a mettere qualche toppa agli errori del compagno di reparto.

Maggio: 5.5 Timbra la sua presenza numero 300, con una prestazione incolore, offrendo poca spinta sulla fascia di sua competenza.

Hyasj: 6 Decisamente più soddisfacente la sua prestazione rispetto a quella vista contro il Sassuolo. Svolge in maniera pulita il suo compito, copre bene e e si propone in avanti.

Valdifiori: 6 Detta geometrie e tempi di gioco in mezzo al campo. Punto di riferimento di ogni manovra azzurra, tanto che dopo la sua sostituzione il Napoli fatica a trovare gioco.

Allan 6.5 Si batte come un leone sul terreno di gioco e non disdegna di un buon piede che mette Higuain in condizione di siglare il secondo gol.

Hamsik: 6 Nel ruolo di mezz’ ala sinistra convince sempre di più. Finalmente non la passa più sempre dietro, come gli anni passati, ma anzi tiene alta la testa, cercando di continuo spiragli per trovare imbucate per i compagni.

Callejon 6 Senza palla dimostra di essere l’ uomo più pericoloso con i suoi movimenti. Si trova bene con i compagni di reparto, ma poi scompare insieme alla brillantezza e alla cattiveria agonistica del Napoli.

Insigne 6.5 Sarebbe potuto essere un voto molto più alto, se non avesse provato di continuo la conclusione per risolverla da solo. Geniale, fa ammattire la difesa, ha nell’ assist la sua dote migliore, eppure si ostina a dover tirare da ogni posizione, in un tentativo di cercare la gloria personale che non fa bene alla squadra.

Higuain: 6.5 Si sblocca il bomber azzurro, che risponde così alle critiche di troppi. Freddezza e cinismo in aria di rigore con due tiri di alta scuola.

D. Lopez 4.5 (dal 58′ per Allan) Chissà se è solo una coincidenza.. ma trenta secondi dopo la sua entrata in campo la Sampdoria pareggia. Spaesato, non riesce a costruire, ha difficoltà a stoppare il pallone, spreca quella che sarebbe potuta essere l’ ultima possibilità allo scadere, con un tiro improponibile.

Jorginho 5.5 (dal 68′ per Valdifiori) Entra con convinzione e prova a dare un pò di freschezza alle offensive partenopee, ma senza troppi risultati.

Ghoulam s.v. (dal 70′ per Hysaj) Viene messo in campo per dare spinta sulla fascia sinistra, ma praticamente non viene mai servito.

Sarri 4.5 Sceglie gli undici titolari giusti, che creano un buon gioco, ottimo direi, poi l’ uno due della Samp lo stordisce e decide dei cambi alquanto dubbi. Perchè non mettere Mertens quando ti serve freschezza nel reparto offensivo, e quando è evidente che tutto l’ attacco è sulle gambe? Perchè inserire Ghoulam come terzo cambio, a quel punto era davvero il terzino che poteva fare la differenza? Perchè David Lopez?

C’è tanto amaro in bocca, per quella vittoria che sembrava ormai agguantata, ma non perdiamo la (“nostra unica”) fede.. Forza Napoli

 

Fulvio Mele

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"