Il nuovo volto di Casal di Principe, Renato Franco Natale: “Il cliché è cambiato”

Ama definirsi un “autentico casalese”, ama riconoscersi frutto ed espressione di quella_MG_1108 storia che gli appartiene, che lo ha formato, che tuttora lo forgia, temprandolo nel suo essere uomo, padre, marito, medico, volontario, ed ovviamente, sindaco. Lo scorso 9 giugno, infatti, a Casal di Principe, dopo una lunga campagna elettorale, Renato Franco Natale assume il titolo di primo cittadino, esprimendo fin da subito l’orgoglio e l’onore di amministrare la sua Casal di Principe che non ha mai abbandonato, anche nei periodi più bui della sua esperienza politica.

Così, reduce di tante lotte sociali, Natale e la sua giunta cominciano quest’avventura di amministrare un territorio difficile, dove si fatica a vedersi sbiadire sotto gli occhi quegli strascichi di difficoltà che, nel tempo, la criminalità organizzata è stata capace di sedimentare nell’ambiente, così come nelle mentalità. Noi di Informare lo abbiamo incontrato e lo ringraziamo per la disponibilità mostrataci nel rilasciarci questa interviste in esclusiva.

Tu non sei un sindaco di partito bensì sei il sindaco di una rivolta sociale, dei cittadini. Cosa significa oggi amministrare Casal di Principe e poter dare delle risposte concrete?

Certamente non è facile, in quanto ci troviamo in una situazione di dissesto finanziario che impone dei limiti operativi. Io e la mia giunta abbiamo deciso di rinunciare ai nostri stipendi fin quando non elimineremo il dissesto finanziario. Oggi, ci sono cittadini che, con le proprie buone intenzioni, si prendono cura della città e queste opere di volontariato ci sono di grande aiuto. Infatti, grazie ad essi, riapriremo per esempio il campo sportivo. Fondamentale è anche la collaborazione di assessori e consiglieri comunali: c’è una partecipazione notevole alla gestione diretta da parte di chi ha partecipato alla campagna elettorale. Purtroppo, ci sono problemi nella struttura e per quanto concerne gli strumenti operativi. Il dramma è la mancanza di personale. Secondo i parametri nazionali, qui dovremmo avere circa 160 persone. La pianta organica approvata a suo tempo dal comune di Casal di Principe conta 114 persone ma noi ne abbiamo in servizio solo 52, di cui circa 10 andranno in pensione da qui ad un anno. Riassumere poi non è semplice perché bisogna tener conto di pratiche burocratiche ed economiche di lunga durata. In tal senso, si rischia di chiudere alcuni uffici importanti come quello del geometra, dei lavori pubblici, dell’urbanistica, dell’ecologia e anche per quanto riguarda i servizi sociali. Per mancanza di risorse e personale, purtroppo non riesco ad aiutare quei cittadini che mi chiedono un aiuto concreto. Ciò non significa però che molliamo tutto e andiamo via. Io sono un ottimista per natura e insieme alla mia giunta ci mobilitiamo per risollevare Casale da questo periodo di difficoltà. Siamo riusciti ad avere 2 milioni di euro per la rete idrica, in quanto il 35% della popolazione non è servito dalla rete pubblica. Siamo riusciti a sbloccare 1,4 milioni di euro per un progetto per la scuola materna e recuperato alcuni fondi che ci permettono di fare degli interventi. Abbiamo sbloccato le licenze di richieste edilizie. Abbiamo imposto un fondo di solidarietà per chi ha un reddito ISEE al di sotto di €5.000. Queste ed altre operazioni siamo riuscite a farle con il lavoro stressante di assessori e consiglieri comunali, gratuitamente. Siamo riusciti a dare lustro mediatico a questa città: il The Guardian, televisioni francesi, nazionali si interessano a noi e SKY sta girando un documentario sulla mia amministrazione che nei primi mesi del 2015 andrà in onda. Questa esposizione mediatica ci serve e ci aiuta nei rapporti con gli altri. Firmeremo con istituzioni importanti un protocollo d’intesa per quanto riguarda iniziative culturali e intrise di valori di legalità. Ultimo dato positivo che ci riempie di orgoglio: a breve ospiteremo la mostra “Città degli Uffizi”, secondo una promessa fattaci da parte del direttore del museo fiorentino, opere che non sono esposte lì a Firenze e lo saranno per la prima volta al di fuori di Firenze. Ciò significa che ci sarà un movimento dell’economia locale e una boccata d’aria per Casale. Difficoltà e problemi saranno superati tutti quanti.

_MG_1090Concretamente, che tipo di cambiamento di mentalità hai riscontrato da parte dei giovani, in particolare, e nelle persone che incontri sia sul territorio locale che nazionale?

I casalesi sono una cittadinanza attiva. In Italia, e oltre i suoi confini, vengo chiamato per partecipare ad una serie di conferenze dove rappresento Casal di Principe, e l’immagine della città è cambiata. Casale va portato come un esempio e non come il vecchio luogo del demonio. Il cliché è decisamente cambiato.

Ti senti spesso con Saviano?

Contrariamente da ciò che la gente pensa, io Saviano l’ho conosciuto una sola volta, alla presentazione del suo libro ma non era ancora quel Saviano. Poi ci siamo sentiti tramite e-mail e ha parlato di noi in alcune occasioni e gli abbiamo dato la tessera onoraria della Jerry Masslo perché i suoi diritti d’autore sulle prefazioni li versava alla nostra associazione. Può darsi che venga prima della fine dell’anno, finalmente, a Casal di Principe.

Di fronte alla problematica degli abusi edilizi come ti poni?

Il problema abusivismo non è un problema di legalità ma un problema sociale ed economico. Secondo i nostri calcoli, ci sono circa 4.000 abitazioni abusive. L’abbattimento è stupido perché ci vorrebbero anni ed anni per completare questa operazione. Si ha un concetto diverso dell’abusivismo. In tal senso, programmeremo un piano urbanistico, abbiamo preparato una delibera per l’acquisizione al patrimonio comunale delle case abusive con la prospettiva di una vendita, dando la priorità di chi abitava dentro queste case. Contemporaneamente, abbiamo preparato una proposta di emendamento al decreto legge salva-Italia la questione di eliminare la doppia conformità. Se facciamo passare questa modifica, potremmo salvare e recuperare tutto.

Sono anni che presti gratuitamente servizio di assistenza agli extracomunitari nel Centro Fernandes e a Casale…

Nel mio ambulatorio di medico di base, il 60% dell’utenza sono immigrati e non percepisco nulla curando loro. Con l’associazione Jerry Masslo siamo attivi sui nostri territori e continueremo ad esserlo.

Ai nostri giovani, e alla gente del territorio, _MG_1098cosa gli consigli?

Rassegnazione e pessimismo sono gli alleati dei potenti. L’ottimismo, invece, è fondamentale. Non bisogna perdere mai la razionalità. Guardare in faccia alla realtà non significa bloccare l’avanzata e il cambiamento. Ad ogni caduta bisogna reagire. In ognuno di noi c’è il lato oscuro della forza ma in ognuno di noi, anche nella persona peggiore, c’è una luce di positività. Bisogna cogliere questo lato per creare rapporti ed alleanze, che non significano compromessi, con altre persone. Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà.

Tommaso Morlando

Fabio Corsaro

Filomena Diana

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!