Il canto della Dervisha

Karima Angiolina Campanelli - “Il Canto della Dervisha” - Photo credit Maria Grazia Scrima

Karima Angiolina Campanelli: «L’arte è bellezza quando fatta bene e parla a tutti»

Karima Angiolina Campanelli, è regista, autrice e pittrice italiana. Dopo un pellegrinaggio alla Mecca, intensamente vissuto, ha iniziato a dipingere in modo astratto, perché da musulmana “non si può rappresentare in figura ciò che Allah ha già fatto perfetto”. Utilizza la tecnica astratta e la calligrafia araba. Attraverso il suo percorso spirituale, ha messo in opera una mostra dal titolo “Il canto della Dervisha”.

Karima Angiolina Campanelli - “Il Canto della Dervisha” - Photo credit Maria Grazia Scrima
Karima Angiolina Campanelli – “Il Canto della Dervisha” – Photo credit Maria Grazia Scrima

I dervishi sono poveri che lasciano andare ciò che è superfluo. Il percorso della mostra nasce dall’esigenza di far conoscere il vero Islam, non quello rappresentato da delinquenti che non rispettano nessuno nè quello che afferma l’islam, dando un’immagine non reale. Karima ha voluto, con questa mostra, porsi quale ponte di cultura tra le nostre città che sono aperte alle diversità culturali, dove il  linguaggio diverso, ci permette di avvicinarsi e sentirsi accettati. È una mostra itinerante, ora a Napoli, dove si cerca di parlare di Islam vero, che accetti il diverso perché portatore di cultura e arricchimento, a patto che abbiamo mente aperta e volontà di aprirci. Secondo Karima, l’arte è bellezza quando fatta bene e parla a tutti; attraverso i simboli, il messaggio può essere recepito da tutti e diviene ottimo ponte di congiunzione. Tra i suoi obiettivi futui: continuare con il teatro che è il suo lavoro; fare delle mostre all’estero per parlare anche fuori dall’Italia, e che davvero si aprano le porte e vengano tante persone per far si che lo spazio e la realizzazione della mostra diventi un incontro, un posto dove scambiarsi opinioni, un tramite.

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Vorrebbe la bandiera Palestinese alla sua mostra, in rappresentanza di tutti i paesi del mondo che subiscono le guerre, come la Siria e altri. Da più di 80 anni, la Palestina è un paese martoriato, un popolo dimenticato, bisognerebbe unire le forze per dire basta a queste guerre, facendo sentire la propria voce. Se l’arte salverà il mondo non lo sappiamo ma, se ognuno di noi fa la sua parte, certamente sarà un mondo migliore. Bisogna crederci ed avere una mente aperta alle diverse culture che si affacciano al nostro mondo. Gli stereotipi e l’ignoranza spesso la fanno da padrone, ma possono essere bloccati solo con l’impegno e la collaborazione. L’arte può essere un tramite per unire tutte le culture sotto lo stesso cielo, affinché non ci siano più guerre, ma solo amore per il prossimo.

di Maria Grazia Scrima

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.