IL BOSS DELLE CERIMONIE: UN SEMPLICE E “ONESTO”FORMAT TELEVISIVO?

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A distanza di un anno  dal suo debutto televisivo molti altri sono i punti di domanda a cui dar credito in rapporto ad uno dei tanti format televisivi in voga negli ultimi tempi. In primo luogo, la veridicità e la credibilità che già in pochi affidavano all’ormai popolare boss delle cerimonie da dove deriva? Per dar voce e forma a questo interrogativo facciamo un passo indietro  <<Nel mezzo di una valle incantata ai piedi del Vesuvio sorge un luogo da favola dove il tempo sembra essersi fermato. E’ una fiaba? no! è il regno  di Don Antonio. Siamo nella provincia di Napoli e quì da oltre ventanni  Don Antonio è il boss di ogni cerimonie, tutte le coppie della zona  desiderano il suo castello per coronare il proprio sogno d’amore o almeno quelle che vogliono fare le cose davvero in grande.>> Queste le parole di una voce femminile fuori campo presente nelle puntate di una delle nuove serie tv su real time -Il boss delle cerimonie – in onda tutti i venerdì alle 23:05 . Una presentazione questa  che ha creato fin da subito  non pochi dissensi e polemiche tra le strade di Napoli e ancor di più sui social network sedi come spesso accade di corali se pur virtuali deplorazioni nonostante il boom di ascolti che ha riscosso il programma  . Se pur vero che real time ha una programmazione eterogenia ricorrendo a diversi generi televisivi: dall’intrattenimento ai reportage, dalle docu-fiction ai reality, dai talk-show ai programmi di cucina sfiorando a volte il cattivo gusto e facendo riflettere su quanto il genere umana possa esser custode  di menti labili e ossessive ,se pur vero che il palinsesto della medesima rete è dedicato principalmente alle donne e quindi al sesso che per antonomasia si dice esser curioso non è altrettanto giusto confezionare programmi che invece di decantare le bellezze e le qualità di una cittadina come quella napoletana la declassino al punto tale da riscuotere un immediato insuccesso da parte dei telespettatori. Programmi come questo, volto a raccontare alcuni matrimoni al Grand Hotel La Sonrisa di S. Antonio Abate di Antonio Polese, locale per cerimonie noto per il suo stile kitsch potrebbero commettere l’errore di inscrivere Napoli sotto l’ombra di un ulteriore etichetta negativa facendo  passare il messaggio che tutti i matrimoni Napoletani siano feste all’insegna di uno stile pomposo e barocco partendo dall’ erroneo presupposto che il cittadino napoletano sia il garante delle medesime caratteristiche con tanto di banchetti ricchi di cibo,colori estrosi e canzoni neomelodiche a contornare il tutto.A tal proposito affrontando l’argomento tra i vicoli di Napoli molte sono state le considerazioni negative dei cittadini Marco F. dice:” Non ho guardato in diretta la prima puntata ma grazie alla denuncia fatta su facebook ho rivisto la replica e posso dire che mi sono vergognato dell’immagine che il programma ha creato di Napoli e dei napoletani “e Claudia aggiunge:” il problema non è la reazione dei napoletani che ben o male tra di loro possono giustificarsi e indignarsi ma la considerazione che avranno i Romani i Milanesi i Veneziani ,le considerazioni che avranno tutti coloro che di Napoli hanno un immagina distorta con questo programma avvaloreranno i già radicati pregiudizi. Continuando l’indagine per le strade napoletane abbiamo intervistato il Dottor Massimiliano  Sarti docente e psicologo all’Università di Tucson (Arizona) il quale ha ritenuto il programma e la messa in onda di quest’ultimo come una scelta fatta con arguzia ed intelligenza da parte della rete di riferimento questo perché dal punto di vista della mente umana l’uomo viene attratto dal gusto per l’orrido e proprio perché è stata un programma che ha creato scompiglio verrà seguito ancor di più dalla massa e anche coloro i quali lo hanno criticato,ogni venerdì sera lo seguiranno perché il cervello ragiona quasi in termini masochistici è attratto da ciò che disprezza per poi dire ancora una volta : “questo programma è davvero osceno “ma intanto lo si guarda quasi per avvalorare la tesi di partenza.Ma la poca credibilità che la famiglia Polese ha riscossa tra i napoletani è riconducibile solo all’attaccamento che questi hanno verso l’immagine della loro bella Napoli immagine che li spinge a dissentire e difendersi o ci sono altre motivazioni? .In verità la famiglia Polese  è già nota alla legge e non per la musica troppo alta che fuoriesce dallo stabile infastidendo i vicini ma per atti molto più illeciti . Negli anni ’80 Antonio Polese era stato condannato a due anni e mezzo di reclusione per favoreggiamento; secondo gli inquirenti il patron del “Grand Hotel avrebbe sfruttato l’antica camorra contadina, ovvero quella che faceva affari con la macellazione abusiva e con il mercato del latte e delle mozzarelle che imponevano ai commercianti e fu sospettato anche di avere rapporti al quanto stretti con il boss Cutolo.Nel 2011 il gip Nicola Russo del Tribunale di Torre Annunziata dispose il sequestro preventivo dell’intera struttura accogliendo la richiesta del pm Silvio Pavia che ipotizzò una lottizzazione abusiva protrattasi per più di trent’anni e che ha stravolto completamente un’intera fetta di territorio trasformandola da rurale a turistico-ricettiva. Non è la prima volta che a “La Sonrisa” vengono contestati illeciti edilizi, ma il 2011 fu l’anno in cui per la prima volta i magistrati affrontano l’abuso nel suo insieme arrivando al sequestro dell’intera struttura.Procedura che ad oggi è ancora aperta

In conclusione il punto fondamentale su cui riflettere è più semplice di quanto si pensi: è giusto creare un format televisivo in un locale che ad oggi è posto sotto sequestro, è lodevole o deplorevole creare un programma all’interno di sale che potrebbero da un momento all’altro esser confiscate? Forse è questo il clichè a cui Napoli non deve più rispondere, il binomio ricchezza- camorra dovrebbe indignare i cuori partenopei non polemizzare su generi di matrimoni che se pur sfarzosi, barocchi e trash sono comunque” onesti e legali.”

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.