Iacopo Melio: «Lottiamo col sorriso, per i diritti di tutti, contro ogni barriera»

Iacopo Melio

Ha 25 anni, vive in provincia di Firenze, studia Scienze Politiche alla Scuola “Cesare Alfieri” di Firenze con indirizzo in “Comunicazione, media e giornalismo”, e nel tempo libero lavora come giornalista freelance. Parliamo di Iacopo Melio, un ragazzo come tanti, che grazie alla sua immensa bravura nello scrivere è divenuto un vero e proprio social influencer, visto le oltre 500mila persone che lo seguono tra blog e pagine twitter e facebook. Sfruttando questo successo Iacopo è riuscito a lanciare, attraverso l’hashtag #vorreiprendereuntreno, una campagna di sensibilizzazione che si propone di abbattere barriere architettoniche e non solo. Ecco l’intervista che Iacopo ci ha rilasciato in esclusiva.

Come nasce l’onlus #vorreiprendereuntreno e quali sono i principali obiettivi?
«La campagna nasce in maniera spontanea, dalla rete, dopo un mio articolo ironico sulle barriere architettoniche dal titolo “Sono single per forza, non piglio l’autobus”, dove, in una sorta di appello, chiedevo alla politica di farmi prendere il treno non tanto perché fosse un mio diritto, ma perché avevo voglio di viaggiare e di innamorarmi su un treno, incontrando la ragazza dei miei sogni come in un film. L’articolo divenne virale, creando una sensibilizzazione spontanea sui Social. Decisi allora di concretizzare questa attenzione fondando una onlus, con l’obiettivo appunto di continuare a sensibilizzare e portare avanti progetti concreti sul territorio di abbattimento delle barriere. Come recita il nostro slogan “Lottiamo col sorriso, per i diritti di tutti, contro ogni barriera”».

Insieme al comico toscano Lorenzo Baglioni, hai realizzato “Canto anch’io” una cover originale di “Vengo anche io! No tu no!”, il cui video in rete continua a spopolare. Sei soddisfatto del seguito e della solidarietà ricevuta dagli italiani per le tue iniziative?
«Assolutamente. Ogni cosa che ho fatto l’ho fatta solo per gioco, e non avrei mai immaginato che avrebbe avuto un tale seguito. Credo che l’ironia e la spontaneità con la quale abbiamo trattato temi piuttosto seri e delicati sia stata senza dubbio la chiave vincente».

Hai tante passioni, ma a cosa non potresti proprio rinunciare?
«Alla comunicazione. Non è solo un passione o un lavoro, ma per me è uno strumento sociale per dare voce a chi non viene ascoltato all’interno della società».

Da quando hai aperto il tuo blog ad oggi qual è stato il momento più emozionante o il riconoscimento più bello che hai avuto?
«Non so dirti il più bello. Sicuramente il più recente, è stato aver parlato via Skype al Parlamento Europeo come relatore durante una conferenza sulla mobilità e sull’accessibilità del trasporto. Una tappa che riconosce senza dubbio a #vorreiprendereiltreno un certo “peso”».

Il tuo più grande sogno nel cassetto?
«Costruirmi un futuro il più possibile indipendente, con un lavoro che mi permetta di mantenermi e magari andare a vivere da solo nella città dei miei sogni: Firenze».

Iacopo è la dimostrazione che non bisogna catalogare una persona in base alle proprie disabilità, piuttosto considerarla esclusivamente per le sue capacità. In fondo, tutti noi siamo incapaci in qualcosa e abili in altro. Gli articoli che Iacopo scrive sono spassosi, critici e mordaci, riflettendo la sua personalità sensibile, ma allo stesso tempo coraggiosa e determinata. Noi di Informare gli auguriamo il meglio, continuando comunque a sostenere lui e la sua battaglia sociale, tramite l’informazione, la nostra arma più forte.

di Fulvio Mele

Tratto da Informare n° 158 Giugno 2016

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"