HO DUE MAMME E APPARTENGO A UNA SPLENDIDA CITTA’

Napoli, una città capace di sorprendere sempre. Un luogo carico di emozioni conflittuali, eppure coerente con gli atteggiamenti palesati. Una realtà che non rivendica primati, che non ostenta competitività, perché non mira a dimostrare nulla. Napoli è. E nella pienezza del suo essere, buono e cattivo come ogni anima assai ricca, controversa, complessa e mal curata, dimostra grande capacità di comprensione, di crescita sociale, di accoglienza, nel sereno rispetto della diversità umana. Il cuore del Sud, puntualmente denigrato, dimostra una maturità che sgretola impietosamente la vacillante glacialità di un nord terrorizzato e cavernicolo.

E’ il terzo caso in Italia, ma il primo senza necessità di ricorso alla via giudiziaria: Ruben Conte Loi, nato lo scorso 3 agosto in Spagna, è figlio di due donne. Su richiesta del Consolato generale d’Italia a Barcellona, lo scorso 30 settembre l’Ufficio Stato civile del Comune di Napoli ha registrato l’atto di nascita del piccolo, riconosciuto legalmente cittadino italiano. Daniela Conte, napoletana, e Marta Loi, di origini sarde, si sono sposate in Spagna, dove vivono da molti anni, il 17 luglio 2015 e oggi risultano rispettivamente madre biologica e padre, poiché i moduli italiani non prevedono una più generica dicitura ‘genitore’. Non disponendo di un passaporto locale, il riconoscimento della nazionalità italiana è risultata indispensabile persino per l’assistenza sanitaria del piccolo Ruben in Spagna, ma le parole di Daniela, 38 anni, indicano un più radicato senso di appartenenza: “Sono orgogliosa della mia città e Ruben è napoletano prima di essere italiano, perché ha il coraggio di questa città”.
Il sindaco de Magistris, che ricordiamo anche per la direttiva del giugno 2014 che consente la registrazione presso l’Anagrafe cittadina di matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso, ha dichiarato: “Trascrivere l’atto di nascita di Ruben era doveroso per garantirgli il diritto ad esistere e ad avere dei genitori”.

In Senato ancora si discute animatamente del ddl Cirinnà, dunque di unioni civili e di emendamenti sulle adozioni, giungendo a proporre, su istanza del Pd, una modifica dello stepchild adoption’, che vedrebbe la conversione delladozione in affido per il genitore non biologico, rinnovabile ogni 2 anni sino alla maggiore età della prole.
Le due giovani mamme, intanto, lanciano un appello alle istituzioni italiane affinché “la decisione presa dall’amministrazione comunale di Napoli sia di esempio e consenta ad altre persone che vivono la stessa situazione di riuscire a ottenere i diritti per i loro figli”. E si ripromettono di far registrare la loro unione presso il Registro dell’Anagrafe al più presto, magari a Natale, quando il piccolo Ruben potrà tornare nella sua bella Napoli.

Barbara Giardiello204238707-06cc63e9-6e4c-4f58-b0a8-d3bc732de95f