GRIGLIA E CONDOTTE SOTTOMARINE ALLA FOCE DEI REGI LAGNI da Ing. Angelo Morlando

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GRIGLIA E CONDOTTE SOTTOMARINE ALLA FOCE DEI REGI LAGNI
Continuano a prenderci in giro…
L’ultima notizia diffusa nei giorni scorsi è che la Regione Campania voglia smontare la griglia alla foce dei Regi Lagni. Le origini di tale informazioni sono da ritrovarsi in una comunicazione del 19 settembre della “GISEC S.p.A. – Società soggetta ad attività di Direzione e Coordinamento da parte della Provincia di Caserta” nella quale è riportato che il dott. Michele Palmieri dichiarava: “che la Direzione Ambiente (Regione Campania, ndr) non dispone di capitoli di bilancio dotati di risorse idonee a coprire tali costi per cui non è in grado, al momento, di soddisfare alcuna richiesta”…”nel caso in cui non si rinvengano le risorse per gestire l’opera, è meglio smontarla, visto che la mancata manutenzione od ordinaria gestione dell’opera comporta una problematica al libro deflusso delle acque dei Regi Lagni…”.
E’ giusto dire, per dovere di informazione, che la relazione diffusa non è firmata, quindi, non abbiamo certezza della fonte.
Nella stessa relazione, sfortunatamente, si continua a parlare delle condotte sottomarine di scarico a mare… quindi, veniamo ai fatti:
1. Le condotte sottomarine NON si possono realizzare. La L.R. n° 2/2010 è stata sonoramente bocciata dalla Corte Costituzionale.
2. La gestione della griglia costa circa 700mila euro all’anno
3. La provincia di Caserta l’ha fortemente voluta, nel silenzio istituzionale di tutti, dal Comune di Castel Volturno alle più alte sfere… Ora nessuno la vuole…
Sempre nella stessa relazione della GISEC, è scritto che: “Il consulente della Procura, prof. ing. P. Massarotti, dichiarava, in conclusione di riunione, che avrebbe rappresentato alla Presidenza della Regione ed ai relativi assessori all’Ambiente, all’Agricoltura e ai Lavori Pubblici, la necessità di una decisione in merito a quanto esposto, affinchè ognuno si assuma le responsabilità in relazione alle proprie competenze.
E’ inutile dire che da anni denunciamo lo scandalo della realizzazione della griglia e della volontà di realizzare le condotte sottomarine, ma ora la Provincia e la Regione se ne assumano la responsabilità. Molti benefici ci sono stati sul litorale dopo la realizzazione della griglia, anche se siamo ben lontani da restituire la piena balneabilità e le bandiere blu…

La Corte Costituzionale, inevitabilmente, cancella la Legge Regionale
di Angelo Morlando
Il vecchio detto latino non sbaglia mai: Nessuno riesce a farsi ascoltare in casa propria.
Da semplice ingegnere castellano ho più volte affermato che le condotte sottomarine non potevano realizzarsi e che, al massimo, spostavano il problema dalle coste al largo…
Con nessuna certezza che il liquame scaricato a largo non ritornasse di nuovo sotto costa.
E’ stata diffusa la speranza di un intervento impossibile con il solo risultato di non affrontare il vero problema, ovvero i Regi Lagni con annesso sistema fognario e depurativo.
Illustri, ma soprattutto illustrati, soloni universitari hanno ampiamente speculato su tale speranza, ma avevano dalla loro parte un arma vincente: non essere cresciuti a Castel Volturno e non risiedere a Castel Volturno, quindi, le loro affermazioni erano verità incontrastabili.
Si riportano alcuni stralci della recente pronuncia della Corte Costituzionale che si ritiene non necessitino di ulteriori commenti:
“La Legge Regionale n° 2 del 2010 contrasta con la normativa nazionale e comunitaria vigente in materia di acque.
La Legge Regionale n° 2 del 2010 prevede un finanziamento da parte della Regione per la realizzazione di condotte sottomarine lungo i canali artificiali con più elevato carico inquinante del litorale Domitio-Flegreo, per lo sversamento a fondale delle portate di magra… la disposizione risulta INCOMPATIBILE con la destinazione delle risorse pubbliche alla realizzazione di opere funzionali a garantire una corretta depurazione delle acque reflue prima dello scarico.
La realizzazione delle infrastrutture, comporterebbe, SENZA ALCUN BENEFICIO AMBIENTALE, una diversificazione di ricettore di scarichi non depurati nel mare piuttosto che nei canali artificiali. L’area interessata è quella del litorale Domitio-Flegreo – già sito di interesse nazionale, nel quale sono in campo notevoli risorse umane e finanziarie tese al ripristino di uno stato di legalità ambientale – che richiederebbe interventi maggiormente riqualificanti, mirati alla irreggimentazione delle acque e dei reflui urbani che scaricano in assenza di depurazione ed a garantire una depurazione che rispetti i limiti tabellari.
La formulazione della norma regionale consentirebbe interventi NON LEGITTIMI e sottrarrebbe risorse pubbliche a ulteriori possibili soluzioni, risolutive dello stato di degrado esistente.
La norma impugnata è MACROSCOPICAMENTE derogatoria sia alle norme di indirizzo comunitario sull’inquinamento del mare, sia alle finalità perseguite e agli strumenti predisposti dall’azione statale a tutela dell’ambiente, tanto da non potersi ritrovare un nesso tra la finalità che si propone («PORRE RIMEDIO AL FENOMENO DELLE EROSIONI COSTIERE») e la soluzione tecnica adottata (scarico in alto mare delle acque reflue dei canali).

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.