GRAZZANISE-il PD incontra i giovani

Giovani partecipanti ad una manifestazioneGRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Dialogare fra giovani e coi giovani: è una prassi doverosa e fertile, irrinunciabile. Ne è più che convinto il gruppo dirigente del Circolo PD “N.Iotti” che per la serata di lunedì 14 aprile ha convocato appunto un incontro coi giovani del paese. Per una ricognizione diretta dei problemi e dei sogni della nuova generazione. Per attrezzare un’opportunità di confronto aperto. Per delineare dei percorsi possibili, utili, comuni, ferma restando la libertà-responsabilità di ognuno. Non si può infatti procedere in base a pregiudizi (…oggi i giovani sono allo sbando), luoghi comuni (…ai nostri tempi eravamo più seri) o facili illusioni (impareranno anche loro ad affrontare la vita come abbiamo imparato noi). Sono intanto mutati profondamente i contesti, gli stili, i valori, gli interessi e quant’altro: allora bisogna esplorare, guardar dentro un mondo che magari è diverso rispetto alle nostre osservazioni superficiali o immaginazioni sbrigative. Nel frattempo, considerando che alcuni princìpi fondamentali sono immutabili, si tratta di appurare fino a qual punto sono stati già interiorizzati dai ragazzi e dalle ragazze in crescita che decideranno di intervenire. Oltretutto, poiché la storia si ripete, non dovrebbe risultar difficile trovare le chiavi interpretative sufficienti a comprendere fatti, dinamiche, fenomeni, attrazioni, devianze, coerenze ed incoerenze. Ma tutto ciò non passa se non attraverso la via del dialogo, condizione prima di ogni ulteriore passaggio positivo. E’ evidente che, cammin facendo, si configurano esigenze, tendenze, sfondi e peculiarità. Così la via diventa viale, verdeggiante-ossigenante-gradevole, e si capisce che, per giungere in fondo, v’è bisogno di energie, competenze, collaborazioni, progetti. Altrimenti si viaggia con fatica solitaria, forse con sovraesposta autostima o sovente smarrendosi. Ecco, proprio partendo da tali presupposti, il PD vuole spalancare le porte al dialogo coi giovani e fra giovani, senza neppure preoccuparsi, più del necessario, di dove alla fine si andrà a parare, ma con la certezza di non sprecare il tempo, giacché buona relazionalità implica buona comunicazione e, nella fattispecie, il silenzio sarebbe comunque un errore. L’auspicio, naturalmente, poggia sulla partecipazione, mancando la quale nessun discorso è praticabile. Ancora più a monte, occorre intravedere le ragioni che scoraggiano e quelle che spingono a prender parte all’incontro. Indubbiamente sussistono forze che si contrappongono, come la psicologia e la sociologia insegnano, per cui i promotori saranno davanti ad un dilemma: per capire i giovani e il loro universo concettuale dominante, è meglio assecondare le facili attese e magari promettere gadgets e divertimenti ad oltranza oppure impostare l’approccio secondo preordinati parametri di austera e limpida logica sull’asse diritti-doveri? Impossibile una risposta univoca. Più probabile la linea mediana, purché si discuta, si esca dall’isolamento, si pratichi l’interscambio di vedute. Il confronto, in ogni caso, si preannuncia serrato, multiforme, denso di controversie. Questo è già dato per scontato. Sarà il tempo a far giustizia degli orpelli, a consentire la verifica dell’effettiva volontà di pensare, progettare ed agire in ordine sparso o insieme. Il segnale è verde. Dunque, alle ore 21 da Via Battisti, si parte con un’ordinata conversazione. Il resto verrà dopo, in tutti i sensi, e, …se son rose, fioriranno.

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.