Gomorra: Rischio emulazione? Sciocchezze.

Quando c’è da creare inutili allarmismi sono molti i personaggi che entrano in in gioco con coraggio e dedizione. Non si tirano di certo indietro e vanno avanti nonostante la realtà sia ben diversa da quello che realmente si vuole far credere. Bisognerebbe parlare e valutare bene la questione prima di creare inutili allarmismi tra la gente.

E’ un dato di fatto. Grazie a questo tipo di notizie (specie nel web) i mezzi d’informazione riescono ad attirare un numero considerevole di utenti. Pochi giorni dopo la prima TV delle prime due puntante della seconda stagione della serie televisiva in onda su Sky “Gomorra – La serie”, l’intera produzione è stata sommersa da critiche riguardo la funzione diseducativa che avrebbe in particolar modo nei confronti dei giovani.

 

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E’ facile intuirne la logica. I personaggi della serie verrebbero visti dai giovani come idoli da imitare, come esempi di vita. Inoltre sembrerebbe che attraverso frasi e foto pubblicate su Facebook i luminari nel campo della psicologia studiando la questione avrebbero riscontrato – “Atteggiamenti tipici dei personaggi della serie nei giovani campani”.

Del resto rappresentazioni del genere sono apparse anche in passato. Nel primo libro di Roberto Saviano due giovani armati di Kalashnikov ak47 imitano le gesta di Al Pacino nel film “Scarface” sparando a raffica nel vuoto e gridando frasi assurde nel tentativo di evocare superbia e terrore sulla scia delle immagini del film. Questa scena sembrerebbe dar ragione alle accuse e a supportare la tesi sarebbe proprio lo stesso autore.

Ma attenzione! Sappiamo tutti com’è andata realmente a finire la cosa. I due giovani nella loro scalata al potere seguendo le orme di Scarface muoiono trucidati dalla Camorra.

La loro morte è indicativa. Un chiaro segnale: Chi sceglie certe strade ha sempre qualcosa da perdere.

Lo stesso monito viene rappresentato in “Gomorra – La Serie”.

Nessun personaggio viene esaltato al di sopra degli altri. Nessun personaggio prevale o guadagna qualcosa in più. Tutti perdono. Ogni personaggio ha del marcio da nascondere e fa scelte poste al limite tra la vita e la morte, rinunciando spesso all’unica cosa a cui tiene davvero.

Quindi mi chiedo come sia possibile che i giovani possano prendere realmente in considerazione la scelta di addentrarsi in certe strade rischiando la propria vita e quella dei propri cari.

Numerose sono state le richieste di censura da parte dei magistrati e procuratori Anti-Mafia. Dimenticando però un fattore importante.

La censura non ha mai portato nulla di buono. In uno stato libero non dovrebbero esistere forme di repressione della libertà d’espressione e richiamarla in questi casi risulterebbe inopporturno ,oltre che incostituzionale; se poi a dirlo è uno dei tutore della costituzione.

D’altro canto forme di emulazione ce ne sono state, ma di quelle divertenti. Come quelle nei video dei The Jackal o dei Gomorroide di MadeinSud. Frasi e gesta degli attori principali usate per far ridere la gente dando cosi uno schiaffo all’intero sistema criminale.

Al di la della censura l’unica arma di repressione da utilizzare nei confronti della criminalità, e quindi del rischio di emulazioni sconsiderate, è una corretta istruzione.

La scuola deve essere uno dei pilastri portanti della lotta alla criminalità. Anche lo sport non è certo da meno. I ragazzi impegnati in tali attività crescono nella consapevolezza che una strada diversa da seguire c’è. Sudare per raggiungere gli obiettivi della vita nella legalità è il più grande insegnamento che si possa dare.

La prima serie di Gomorra venne ampiamente criticata. Accusata di dare una cattiva immagine alla Città di Napoli. L’anno successivo la città ha risposto con un incremento significativo del turismo e delle attività produttive.

Non bisogna mai nascondere i problemi, ma attivarsi per risolverli.

Vincenzo Lo Cascio

Articolo pubblicato anche su : http://www.vincenzolocascio.com/gomorra-rischio-emulazione-sciocchezze/

Foto di Emanuela Scarpa