Gomorra la serie : Tra speculazione e realtà.

SAVIANO-SOS  La Terra dei Fuochi è presente anche questa volta sulle principali reti televisive con la serie tv in onda su Sky “Gomorra” .Tutti ormai sappiamo che non meno di 8 anni fa dal libro di Roberto Saviano e dal film di Matteo Garrone è stato coniato dai media un nuovo termine ,ovvero “Gomorra” ,in grado si rappresentare tutto ciò che c’e’ di marcio nel territorio campano ,ma non solo , ora “Gomorra” è diventata una serie tv per la regia di Stefano Sollima ,  lo stesso a cui fu affidato l’adattamento tv di Romanzo Criminale. .

La serie non diversamente dal libro di Saviano ha sullo sfondo storie di famiglie camorristiche e principalmente una guerra di camorra tra due famiglie.

La serie è ambientata principalmente a Scampia, nella periferia nord di Napoli, già terra qualche anno fa della sanguinosa guerra di camorra tra il clan di Lauro e gli scissionisti. Lo sfondo è quello delle vele, i giganteschi edifici di edilizia popolare nati tra gli anni 60 e gli anni 70 e vittima di un profondo degrado.Come il libro di Saviano e il film di Garrone ,anche la serie tv ha suscitato non poche polemiche : il primo a schierarsi contro l’ennesima narrazione criminale di Napoli è stato il sindaco Luigi De Magistris, che è arrivato a chiedere che una parte dei diritti di cessione della serie venisse data a Scampia, per iniziative benefiche. Inoltri basti pensare che Il trailer ha fatto imbestialire anche gli A67, apprezzato gruppo di rap e rock alternativo attivo a Scampia, che sul loro blog hanno scritto: “la cosa che fa più male è la mistificazione di chi ha avallato e ha collaborato a questo schifo. Non si può e non si deve far passare questa operazione di business come l’urgenza di raccontare un territorio”.

Altre polemiche sono state quelle di natura culturale in merito all’uso dei sottotitoli in quasi tutte le scene delle puntate ,cosa che invece non è accaduta per “Romanzo Criminale” nelle scene in dialetto romano ,ma lo stesso Sollima e Saviano hanno spiegato che il dialetto napoletano è meno accessibile di quello romano, che poi è la ragione per cui il film Gomorra fu accompagnato da sottotitoli, dunque è facile prevedere alcune forzature linguistiche che potrebbero far storcere la bocca ai napoletani.

Ma il rischio maggiore è che il pubblico giovane colga i tratti epici dei camorristi, provando empatia per loro, come già avvenuto con gli efferati criminali della Banda della Magliana in Romanzo Criminale,inoltre però Saviano spiega che guardare Gomorra e poi emulare le gesta dei personaggi sia profondamente improbabile perché i fatti visti in tv  già avvengono.

Il film non può mai essere un’educazione al crimine. La realtà è già oltre, non è la fiction che può indurre qualcuno a intraprendere la strada del crimine nella vita. La materia su cui intervenire è quella realtà, non il film che la racconta.

 

Anche il Presidente del Senato Pietro Grasso ha espresso un suo parere sull’argomento dichiarando : “La conoscenza dei fenomeni non deve spaventare. Sono favorevole alla rappresentazione di Gomorra in tv. Se un fenomeno è reale, anche se viene trasposto in una fiction tv, in una narrazione, può avere una sua validità per rappresentare la realtà”

 Vincenzo Lo Cascio