Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari restano ed il Governo Letta ne dimentica la chiusura disposta per l’aprile 2014 !

ospedale-psichiatricoUna lettera a me pervenuta da parte della “Redazione del Governo Monti” il 30 aprile 2012 ore 11,03 am in merito alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, mi ringraziava su questa mia offerta opportunità, spiegando che “II Governo è particolarmente attento alla voce dei cittadini, all’ascolto delle loro difficoltà e problemi, ma anche alla valutazione delle critiche e suggerimenti che costoro fanno sul suo operato, dove ogni opinione è preziosa per un Governo che vede nel bene comune, democratico e partecipato, l’obiettivo da raggiungere ”.

 Come se io portassi avanti una questione personale e non una pubblica necessità per il bene comune !

 

L’impegno del Ministero della Salute e le strutture tecniche avevano consentito, d’intesa con i Ministeri dell’Economia e della Giustizia, il reperimento di fondi che permettevano l’accelerazione del percorso di chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed il rispetto dei termini perentori stabiliti dalla “Disposizioni per il definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari “.

 

Questo quanto emergeva dalla “palude” delle comunicazioni che il Governo Monti era “ particolarmente attento alla voce dei cittadini ed attenta valutazione delle critiche e suggerimenti che costoro fanno sul suo operato”.

 

Nel rendere pubblica questo “pensiero governativo” non commetto nessuna violazione di un segreto di Stato, ma di una necessità che deve ritenersi prioritaria con segni di una grande preoccupazione, in quanto il Governo Monti  non ha provveduto alla chiusura degli OPG che doveva avvenire entro il 31 marzo 2013 e spostata all’aprile 2014.

 

Anzi “dal 31 marzo 2013 le misure di sicurezza”, continuava il comunicato,” saranno eseguite esclusivamente  nelle nuove strutture sanitarie e le persone non più ritenute socialmente pericolose dovranno invece essere dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di Salute Mentale, in attesa che le Regioni e le ASL realizzano le strutture sanitarie e detentive “.

 

La normativa citata delle Disposizioni intendeva colpire l’inadeguatezza delle strutture e la disumanità cui i degenti ed il personale di custodia sono costretti e per la realizzazione delle nuove strutture, i cui fondi sono stati destinati per un totale di 180 milioni di euro : 120 milioni per l’anno 2012 e 60 milioni per il 2013, inoltre per il funzionamento delle nuove residenze sanitarie vengono stanziati per il 2012, 38 milioni di euro, mentre a decorrere dal 2013 tali oneri sono incrementati fino a 55 milioni che vanno aggiunti ai 23 milioni di euro, già in carico al Servizio Sanitario Nazionale per la copertura degli oneri degli attuali OPG.

 

Insomma una ridda di cifre da capogiro per il superamento di una pagina drammatica e vergognosa fatta venire alla “luce del giorno” a seguito del Servizio Sanitario Nazionale che il 28 luglio 2011 disponeva un accertamento di questi “lager” che non solo contrastano con le leggi 180 e 833 del 1978, ma configgono con in  dettami Costituzionali e con il Piano Sanitario 2003/2005 del Governo Berlusconi.

 

In seguito ad una ( quanto priva di concretezza ! ) attività svolta dalla Commissione Senatoriale d’inchiesta (formalizzata ai sensi dell’art. 82 della Costituzione che in campo sanitario ha lo stesso potere dell’Amministrazione Giudiziaria) presieduta dal’ex Senatore Marino ed ex Presidente per la “Commissione sul SSN” e dall’ ex On. Leo Luca Orlando ex Presidente della Commissione Parlamentare “sugli errori degli ospedali”, portò alla “luce” questa situazione, come se fossero passati 33/34 anni senza “vedere”, “conoscere” e “sapere” che questo “mura” non fossero mai esistite !

 

E così nel modo, direi a forma di Pilato, si decide il rinvio di chiusura, la quale già doveva avvenire con la legge 180 e 833 del 1978 quando una “rivoluzione idealistica” decise che la malattia mentale e gli Ospedali Psichiatrici tutti erano frutto della società e per rendere vana la malattia bastava rimettere in libertà il “malcapitato”.

 

Alcuni personaggi politici avevano rivolto il loro sguardo alla “ri-scoperta” degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che dopo la riforma del 1975 hanno sostituito i “manicomi criminali” tutt’ora dipendenti dall’Amministrazione Penitenziaria e fino al giugno 2010 contenevano 1500 detenuti, altri alla “dura vita” nelle carceri italiane : nulla da eccepire, siamo in un Paese libero e nelle libere scelte di espressione del n/s pensiero o del n/s modus vivendi.

 

Comunque si ha un quadro disarmante, antidemocratico, antisociale di persone ospitate in strutture carcerarie, ma ancor più desolante in quelle definibili manicomiali in cui “dimorano” gli internati sottoposti alla detenzione e non alle cure, ivi compreso quelli ai quali devono essere ancora accertate le infermità psichiche.

Sono questioni assai complesse e delicate che avvolgono la qualità giuridica, etica, squisitamente politica non risolvibili da una “Commissione Parlamentare d’Inchiesta”, ma solo di competenza delle Camere Legislative.

Dall’ “Indagine Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale” condotta sui sei ospedali giudiziari localizzati in diverse parti d’Italia emerge un quadro tanto inquietante quanto quello e tale da recepire il degrado vergognoso di queste realtà e che vengono “ ri-scoperte” dopo ben 34/35 anni della loro sopravvivenza, in quanto la legislazione sulla tematica mentale non ha distinto il malato mentale responsabile di atti criminosi da quelli relativamente innocui, come stabilito da Codice Rocco ( ricovero in manicomio criminale).

 

“Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, pur ospitando e curando ( se questo avviene ! ) seguendo psicologicamente gli internati, sono malgrado tutto dei centri penitenziari, gestiti dall’Amministrazione Penitenziaria e Giudiziaria.

 

“E’ pertanto inconcepibile e inaccettabile, a mio avviso, che delle persone siano costrette a restare in una struttura carceraria perché mancano posti all’esterno, ( punto 117 del Rapporto dr.Alvaro Gil-Robles “Commissario Europeo per i Diritti Umani” sulla sua visita in Italia 10/17 giugno 2005, CommDH (2005) 9 Strasburgo 14 dicembre 2005.

 

Il disinteresse, lo diciamo da tempo, è un insulto alla legalità, alla logica, all’etica civile, in quanto occorre ridare ai valori etici e sociali, unitamente ad altre, il loro primario significato.

 

Occorre ridare ai singoli dignità, umanità, giustizia, esigenze fondamentali della civiltà che una “Commissione Parlamentare”, un”Governo fantasma” od un “Parlamento” tutto intento a formalizzare lotte e vergognosi episodi di inciviltà, per i quanti poteri possano avere, non hanno saputo o voluto assumere le loro responsabilità !

 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri nell’aprile 2014 invece della chiusura degli OPG, festeggeremo il Carnevale ?

 

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza 

 

Previte

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.