GIUSEPPE SAGLIOCCO UN SINDACO ORGOGLIOSO DELLA “SUA” AVERSA NORMANNA

P1060589Accolti da grande ospitalità e dalle ricchezze culinarie del luogo come la tradizionale Polacca Aversana siamo entrati nelle stanze del primo cittadino che ha rinunciato alla carica di Consigliere Regionale per svolgere al meglio il suo lavoro per la città di Aversa.
Giuseppe Sagliocco originario di Trentola-Ducenta afferma “essere sindaco di Aversa mi inorgoglisce e mi dà immense motivazioni”. Si è svolta assieme una piacevole conversazione trattando di questa città ricca di arte e di storia desiderosa di crescere e di migliorare rafforzando le sue relazioni con tutta la Contea Normanna.

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Della sua esperienza di Sindaco di questa città cosa ha trovato e cosa è stato difficile cambiare nella cultura e nella mentalità, ovvero oggi a che punto è la città di Aversa?
“Faccio una premessa. La comunicazione diventa complessa quando si parla delle città come Aversa la cui articolazione territoriale è un prototipo che somiglia a realtà di maggior consistenza, alle città più popolate. La comunicazione mediamente raggiunge la parte centrale anche dal punto di vista sociale, mentre chiaramente c’è una disinformazione ancora di diverse parti della città rispetto a ciò che in positivo o in negativo accade. C’è una tendenza ad avere un’informazione faziosa e strategica. Questa la considero propriamente la degenerazione del sistema. L’informazione che non riesce ad agganciare il cittadino, un distacco dal Paese reale rispetto a quello che noi cerchiamo di fare e quello che realmente si riesce a trasmettere all’opinione pubblica.
Un esempio tra tutti è quello che in coda ai lavori di due anni e mezzo, hanno avuto un importante riscontro per la cittadinanza le luminarie natalizie di quest’anno, per le quali abbiamo messo in campo una soluzione compatibile con le capacità di spesa contenuta avendo la Camera di Commercio di Caserta come partnership del Comune. Risultato straordinario in termini di consensi. Oppure, le attività finanziate dalla regione Campania per il Jommelli Festival. Buone prassi e buona amministrazione queste riconosciute dai cittadini. Per me, invece, l’impatto immediato appena seduto alla scrivania è stata la tensione finanziaria probabilmente costruita negli anni precedenti che avrebbe portato il Comune al dissesto. Il Comune versava in una condizione di grande disagio.
Abbiamo in qualche modo riorganizzato le spese di bilancio evitando gli sprechi e cercando di dare efficienza agli investimenti. Spendevamo 1,8milioni per interventi di manutenzione ordinaria oggi siamo scesi a 600mila anche perché abbiamo trovato in cassa di deposito e prestito, residui perenti presso il Ministero degli Interni per 5 milioni e mezzo di Euro fermi dal 1980. Con questo sistema a dicembre del 2012 il debito di 9 milioni di Euro è stato sanato azzerando la passività. Io non sono un tecnico, ho dovuto imparare a leggere i bilanci. Per questa città ho messo in campo tutto il mio impegno possibile competendo con funzionari esterni e con una situazione di fatto che preordinava al dissesto.
Ciò che è cambiato è anche la lotta alla criminalità organizzata.
Mi piacerebbe che piuttosto di farmi i complimenti per le luminarie mi si chiedesse come si è fatto a non aumentare l’IRPEF, oppure a non applicare la TASI. Togliere 100€ dal portafoglio di un cittadino è tantissimo. È ciò che un Sindaco deve pensare per la sua gente. Recupero delle spese e delle diseconomie.”

Senesi società proveniente dall’Abruzzo venuta in Campania al tempo del grande scandalo in materia rifiuti. La Senesi tolse dall’emergenze quei comuni superiori ai 20000 abitanti.
“Abbiamo fatto una serie di verifiche riguardanti l’uso improprio dei nostri siti, gli automezzi di altri comuni depositati presso di noi, invasività in alcuni punti della città dove accanto agli impianti erano presenti strutture della sanità pubblica. Il contratto va rispettato. I contratti qui non li leggeva nessuno. Abbiamo riscontrato che una serie di prestazioni non sono state svolte: il diserbo alla città, il lavaggio caditoie, il lavaggio cassonetti ecc. Ad Aversa introduce personale che lavora in altri Comuni. Abbiamo scritto in Prefettura, agli Uffici provinciali del lavoro e alla Procura. Il minimo che potrebbe fare è rispettare i patti. Ho mandato i vigili di notte.”

Perché continuate a mantenere questa società?
“C’è una gara. C’è un vincolo contrattuale. È procedura pubblica. Tutti gli atti sono in procura e civilisticamente abbiamo chiesto anche il danno all’immagine della città.”

Lei non è soddisfatto di questa società?
“No. Ma bisogna sempre capire cosa fare dopo.”

La differenziata che percentuali ha?
“Eravamo al 17-18% quando siamo arrivati. Vi è stato un incremento e ci manteniamo sul 55-56%.”

Aversa città metropolitana?
“Siamo in un ritardo che è antico rispetto agli appuntamenti che potevano interessare questa città come possibile scenario di aria più vasta. Abbiamo già pensato in passato a questo modello. C’erano delle tempistiche da rispettare per la normalizzazione. Abbiamo lavorato affinché si invertisse un trend di spesa e di risultati. Un esempio: il tribunale di Napoli Nord nasce in questa città nella condizione per la quale si sono acquisite risorse nell’anno 2013. Spiegare che si poteva recuperare quel grande contenitore del Castello Aragonese, Complesso Monumentale che si sviluppa su quattro piani ciascuno di un’altezza superiore ai 5 metri e di una superficie di ben 25.000 mq e che autorevoli penne come Gian Antonio Stella in un grande editoriale sulle pagine del Corsera definisce “Grande e Bella Villa” è stato tutt’altro che semplice. Io ho risposto personalmente con una lettera al giornalista invitandolo in città a vedere ciò che lui erroneamente definisce una “villa”. “

IMG_20150126_140935In questo periodo ha dato tranquillità e sicurezza a questa città, cosa pensa difare a medio e a lungo termine?
“Il Tribunale di Napoli Nord porterà una serie di impegni ulteriori, in città avremo bisogno di una serie di infrastrutture e servizi. Sul piano generale abbiamo fatto camminare 5 milioni di Euro per San Domenico dove si può pensare alla cittadella giudiziaria vista la locazione del Giudice di Pace nella stessa piazza, abbiamo ristrutturato il sedile di San Luigi che era impropriamente utilizzato come deposito di legname, abbiamo introdotto il centro anti violenza, inaugurato l’anno scorso il Museo Civico Militare Cittadino evitando che continuasse ad essere deposito di automezzi della protezione civile. Inizieremo i lavori per via Roma che dovrebbe essere il “salotto della città”. Intervento di riqualificazione questo realizzato 10 anni fa e che oggi è un vero percorso di guerra. Già da tempo abbiamo messo in rete alcune attività. Riqualificato gli impianti pubblici come il Centro Culturale Caianiello, innestandovi la biblioteca, il primo intervento risultò fallace e vi erano delle difficoltà oggettive. Oggi ci apprestiamo ad inaugurare il secondo piano dove avremo una sala convegni e una sala esposizioni.
Sul piano generale abbiamo il compito di riscrivere la città in base a ciò che è già stato realizzato. Abbiamo pensato di rivalutare il nome di uomini illustri di questa città, abbiamo avuto il premio Vincenzo Caianiello, Alfonso Gallo etc. Un evoluzione a 360°. Il prototipo è reintestarci la nostra storia, recuperare tutto ciò che per incuria in questi anni è stato lasciato alla deriva del tempo. Abbiamo le idee chiare sulle cose da fare. Bisogna farle e non dirle.”FEBBRAIO_DEFINITIVO_WEB-page-027